Reietto - XI puntata

scritto da achiauthor
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Storia Vera
- Nota dell'autore achiauthor

Testo: Reietto - XI puntata
di achiauthor

Si era giunti ad un punto nel quale la questione diveniva dimostrabile in modo inconfutabile, evidenziando che l’idea stessa di fare un libro sulla o della trasmissione “Amici” (primo libro della trasmissione “ad un passo dal sogno” Mondadori 2007), unitamente all’intervento su alcuni aspetti della trasmissione che ne hanno modificato e continuano a modificarne il format stesso, elaborati dallo staff della signora Maria De Filippi, persino comportamenti adottati da alcuni docenti nelle metodologie d’insegnamento, sono chiaramente espressi e anticipati nel libro “Voglia di Volare”. Era nello stesso modo altresì dimostrabile che a causa della influente posizione della signora Maria De Filippi e del potere mediatico da essa detenuto sulle dinamiche di comunicazione e di conseguente reazione delle masse sul territorio italiano, sebbene, forse, non attraverso azioni di boicottaggio volutamente messe in opera da parte della stessa signora De Filippi, il libro “Voglia di Volare” e il suo autore, venivano fatti costantemente oggetto di particolari forme di censura e ostruzionismo, fino ad arrivare al punto nel quale librerie si rifiutavano di promuovere il libro per paura di ritorsioni e giornalisti come Luciano Scateni dopo aver fatto contattare l’autore al fine di presentare il libro e la questione all’interno di una manifestazione aveva poi annullato immotivatamente l’intervento dell’autore, ad un’ora dalla conferenza stampa. In virtù di quanto accaduto, e chiaramente emerso fino a questo momento, la volontà di rivalsa si rafforzava ancor più nel non seguire la via della richiesta di un risarcimento in denaro, ma di perseguire con ogni mezzo lecito la giustizia, chiedendo che la "trasmissione Amici" o la Signora Maria De Filippi rendessero palese la verità pubblicamente, facendo in modo che l'autore ed il libro "Voglia di Volare" non venissero più ostacolati e non fosse messa in dubbio l’onestà e la credibilità dello stesso autore, senza le quali viene palesemente inficiata la possibile carriera di scrittore.
Raccolsi un’ulteriore documentazione di quanto stava accadendo e informai l’ufficio competente del mio editore.
Nello stesso tempo, siamo giunti nel Luglio 2010, una parente in vacanza all’isola di La Maddalena in Sardegna, mi chiese se fosse una buona idea portare in visione “Voglia di Volare” al titolare di una libreria, suo ottimo conoscente, quella stessa che tempo prima aveva messo in vendita il mio precedente libro.
Ritenni che fosse un’ottima idea, anzi suggerì a J di portare alla libreria ogni materiale in suo possesso, in modo che il responsabile potesse esaminarlo e valutare la mia proposta di inviargli, a mie spese, materiale promozionale utile ad una campagna pubblicitaria mirata e dedicata a “Voglia di Volare”. Dopo qualche giorno fui raggiunto da J che mi informava di trovarsi all’interno della libreria “Libreria dell’Isola”, e che il proprietario aveva il desiderio di conferire con me.
Fu un colloquio breve, gli dissi che avendo esaminato il libro sapeva già di cosa si trattasse, aggiunsi che gli avrei fatto giungere il materiale informativo al punto vendita.
Lui non obiettò.
Preparai attraverso uno stampatore economico Olandese cartoline, biglietti da visita, mini cartelloni e brochure, informai via e-mail il libraio del tipo di materiale che gli stavo inviando e feci partire la spedizione.
Lo stile con cui avevo preparato quel materiale era il medesimo modello sul quale avevo basato, e continuo a fondare ogni mia espressione sia divulgativa che di sdegno; profondo rispetto, educazione, completa assenza di volgarità ma senza il bavaglio della censura e del perbenismo all’italiana.
Dopo qualche giorno fui raggiunto al telefono da una voce che, senza educazione alcuna, urlando, diceva:”cosa ti sei messo in testa, chi ti credi di essere, ma stiamo scherzando qua, ma cosa è questa roba, ma hai capito di chi stai parlando?”, compresi che quella voce apparteneva al libraio. Si palesarono senza veli le capacità intellettive del soggetto e troncai la telefonata dicendo di non preoccuparsi perché a perderci ero stato solo io.
Più tardi anche J mi chiamò per scusarsi dell’accaduto, sentendosi responsabile, la tranquillizzai informandola che quello era un comportamento consono alla consuetudine.
Ella volle comunicarmi che il commerciante non solo aveva trattenuto indebitamente ogni materiale ma era riluttante a restituire anche quello che ella stessa gli aveva fornito, compresa una copia del libro, restituitole solo molto tempo dopo.
J mi confessò, inoltre, che il libraio aveva avuto quella reazione poiché, a detta sua, nutriva paura che se avesse promosso e venduto il libro avrebbe potuto subire delle ritorsioni e delle denunce.
Restai senza parole, si stava sfiorando il ridicolo, come era possibile che un commerciante fosse tanto ignorante da non sapere che gli unici responsabili di ciò che c’è su un libro, sulla sua copertina e nelle affermazioni promozionali espresse dall’autore, sono lo stesso autore e la casa editrice che ha pubblicato il libro?
In un secondo momento venni a sapere che l’isola di La Maddalena è uno dei covi degli adepti della De Filippi, pare che un cantante vittorioso nella sua trasmissione e a al festival di Sanremo fosse Maddalenino.
Ancora una volta i conti tornavano senza lasciare la possibilità del ragionevole dubbio.
Anche questa volta pensai che fosse importante rendere partecipe il mio editore della situazione.
Lasciai che trascorresse il mese di Agosto, non appena spuntò l’alba della prima settimana di Settembre volli tentare il tutto per tutto.
Cominciai dal suolo partenopeo, mi presentai personalmente alle redazioni di quotidiani, settimanali e televisioni locali.
Portavo con me, sempre, una copia del libro per mostrare in maniera concreta di cosa stessi parlando. Alcuni redattori mi invitavano ad inviare una scheda della questione al loro caporedattore via e-mail, altri invece fissavano un appuntamento.
Venni ricevuto dal caporedattore de Il Denaro, giornale che aveva in precedenza già pubblicato un articolo sul mio precedente libro grazie alla raccomandazione della moglie del direttore, mia cliente in palestra, al quale, questa volta, mi presentai senza raccomandazione e ricevetti tante parole di buoni propositi ma poi il consueto silenzio.
Mi recai agli studi di Televomero, una emittente campana che si occupa anche di promuovere libri attraverso una rubrica realizzata con il supporto della nota libreria e casa editrice Guida, anche in questa sede grande interesse e promesse di incontri e poi il nulla.
Tornai a chiedere udienza alle porte di Canale9, furono fissati appuntamenti non rispettati fino a quando riuscii ad essere ricevuto.
In redazione pensarono che fosse opportuno farmi colloquiare con un giovane alle prime armi, il quale mi disse che poteva ascoltarmi solo se la questione fosse riconducibile ad interessi legati in qualche modo alla regione Campania. Chiesi se fosse sufficiente che l’autore, colui che stava parlando, il libro e molte delle vicende fossero legate a Napoli, rispose che le credenziali erano sufficienti, prese il libro che avevo con me ma non mi chiese alcun recapito. Era tutto molto chiaro, solo per scrupolo suggerì che forse era il caso che gli dessi un recapito, qualora avesse voluto contattarmi.
Gli incontri proseguirono con pedissequa soluzione di continuità su questa riga.
In uno degli incontri, inoltre, un caporedattore mi disse che la mia condizione di reietto sconosciuto aveva spinto suoi colleghi come Luciano Scateni a cercare di sfruttare la storia per il proprio tornaconto, poi però li aveva colti la paura ed essendo io un nessuno avevano potuto scaricarmi senza problemi.
Per non smentire quanto aveva detto, lui stesso, segui il medesimo comportamento che nell’incontro aveva giudicato deprecabile attraverso un severo e convinto discorso.
Era oramai alle porte il Natale 2010 e il mio peregrinare per redazioni, appuntamenti, promesse, assicurazioni e quanto altro, continuava a produrre sempre gli stessi risultati; improvvise e inspiegabili fughe e ritrattazioni.
Volli per questo fare un regalo provocatorio, inviai il libro a numerose redazioni radiofoniche, televisive, personaggi famosi e alla stessa Maria De Filippi al suo domicilio romano.
Pensai persino di ricorrere alla trasmissione Forum:

Spettabile redazione: Sono consapevole dei motivi, e in verità comprendo la vostra scelta di ignorare sistematicamente i miei appelli, ma scrivo ancora una volta poiché il mio appello di giustizia sembra essere scomodo anche per la giustizia ordinaria. In realtà ho tentato di intraprendere le vie giudiziarie tradizionali ma diversi legali mi hanno distolto dal mio intento per due motivi: non dispongo delle ingenti quantità di denaro necessarie per intraprendere un percorso giudiziario e, cosa più importante, il fatto che non chieda un risarcimento in denaro fa di me una persona poco credibile in una questione così delicata. Per questo credo che sia possibile un aiuto da parte di Forum e se mi permettete l'ardire doveroso per chiarezza e trasparenza. Ecco il caso:….”

Era palese che non mi aspettassi nulla.
Restai, invece, sorpreso quando lessi una e-mail che trovai nella casella di posta elettronica, nella quale venivo informato che una certa Carlotta Speaker aveva chiesto la mia amicizia su facebook. Riluttante, l’uso che faccio del social network è limitato ad essere solo una fruibile ed elastica rubrica, feci capolino nel profilo per capire chi fosse questa Carlotta.
Vidi che si trattava della conduttrice della trasmissione FreeWay in onda su Radio KissKiss. Risposi alla sua richiesta pensando che la cosa avesse a che fare con il libro che avevo inviato, le risposi accettando l’amicizia ma con un messaggio gentile e provocatorio nello stesso tempo, tanto ero certo che non l’avrei più sentita.
Carlotta, al contrario, non si tirò in dietro e fece in modo che la contattassi telefonicamente, alla radio. Abbiamo parlato, mi disse che dopo aver letto le prime due pagine del libro si era detta che avrebbe dovuto capire meglio e approfondire la questione. Scambiammo qualche pensiero e lei mi chiese se volessi intervenire nella sua trasmissione per parlare di “Voglia di Volare” e se fossi interessato a dare un apporto come corrispondente per gli eventi da Napoli, una volta alla settimana.
Nonostante l’arrivo di Carlotta, però, la situazione non ha mai mutato il suo aspetto, tanto che anche Carlotta è sparita senza lasciare la traccia di una motivazione logica. Tutto ciò nonostante le sue pubbliche dichiarazioni di voler fare, annunciare e la mia proposta di scrivere quasi in diretta con lei alcuni stralci del libro denuncia. E’ da sottolineare che il bravo Pippo Pelo, personaggio di punta della radio, è entrato nel giro De Filippi e la stessa radio KissKiss pare sia divenuta una delle radio ufficiali del tour di Amici.

Nel mese di Gennaio 2011 mi giunse una nuova telefonata, il direttore del Gruppo Albatros, Giorgia Grasso, informata dai suoi collaboratori su quanto espresso nelle segnalazioni che avevo inviato, soprattutto su quanto raccontato online sul modus operandi della casa editrice, desiderava approfondire la vicenda. Voleva capire meglio cosa stesse accadendo ed analizzare la documentazione in mio possesso. Fissammo un incontro alla libreria di via Basento in Roma, un colloquio interessante. Giorgia dopo aver analizzato gli aspetti salienti della questione mi propose di scrivere un libro inchiesta, nel quale aprissi al pubblico ogni aspetto della storia che ha coinvolto Achille e “Voglia di Volare”, dalla sua stesura fino ad oltre la pubblicazione.

Marzo 2011
prima della definitiva stesura del libro



Ero nel periodo di attesa utile, al direttore Giorgia Grasso ed al suo staff tecnico e legale, per analizzare il manoscritto.
In questo stesso periodo imperversava in televisione e sulla carta stampata la battaglia che Striscia la notizia stava affrontando per difendere l’onorabilità e la professionalità della trasmissione.
Colsi l’occasione per provare a soddisfare un mio desiderio; quello di poter regalare un finale più simpatico al rapporto con Striscia la notizia. Per questo motivo inviai due e-mail uguali, una alla redazione della trasmissione ed una alla redazione dell’inviato Luca Abete con la speranza di smuovere la coscienza di “uno del Sud”. Ad onor del vero, questa volta firmai l’e-mail con un cognome ed un nome di fantasia:

Caro Luca, chi ti scrive è un Napoletano come te, quindi parto avvantaggiato perché non devo spiegarti, come ad altri, la situazione di una realtà ricoperta di melma dalla quale si cerca di uscire onestamente.
Vorrei invitarti a prendere visione della documentazione, raccolta in quasi dieci anni, attraverso la quale posso mostrarti prove inconfutabili di un insabbiamento, censura, ostracismo e quanto altro.
Ho visto la campagna che state portando avanti con i tuoi amici di striscia. Ho scritto anche a loro dicendo che è una bella cosa potersi difendere da accuse infondate con mezzi e la possibilità di parlare, ho notato che anche voi siete infastiditi da chi mostra indifferenza verso gli inviti che fate con eleganza e determinazione.
E' per questo che ho detto, e dico anche a te, che non è carino sostenere di dare a tutti la parola e il diritto di replica quando voi stessi avete insabbiato e nascosto informazioni importanti su un fatto delicato ed estremamente serio, contribuendo a ricacciare un napoletano nel fango dal quale cerca di emergere.
Di questo ne ho prove inconfutabili. Dico anche a te, come ho detto agli amici di striscia, che non uso il sistema italiano dell'accusare tramite il pettegolezzo solo per il proprio tornaconto, per questo mi rivolgo direttamente a voi, perché mi piace giocare in modo leale. Non posso fornirti maggiori indizi in questa sede perché la faccenda è molto delicata, ma sono pronto a fornire qualsiasi garanzia di legalità e onesta di cui tu abbia bisogno qualora tu voglia incontrarmi.
Spero che non resterai indifferente alla voce di un napoletano.
Aspetto un tuo contatto.

Ancora una volta, come era accaduto in passato, venni raggiunto da una redattrice di Striscia la notizia al telefono, alla quale però, questa volta, non svelai l’argomento per il quale li accusavo di insabbiamento ne il personaggio coinvolto, sostenendo che non avevo fiducia nel colloquio telefonico.
La mia interlocutrice volle chiarire che Striscia non può prendere in esame ogni questione, sia a causa dei contenuti espressi da ciò che quotidianamente viene loro proposto e sia per i tempi ristretti nei quali è necessario operare. Continuai a non fornire dettagli e la redattrice mi disse che avrebbe parlato con gli autori ed avrebbe cercato di farmi incontrare con qualcuno di Napoli.
Volli rendere partecipe anche Giorgia dell’accaduto, al fine di conoscere quali fossero le sue considerazioni in merito alla questione. Il direttore mi disse che sarebbe stata un’ottima partenza se persone qualificate come quelle di Striscia si fossero interessate al caso, per questo motivo offrì tutta la sua disponibilità qualora la redazione della trasmissione, o chi per essa, avesse desiderato ricevere chiarimenti o porre domande.

Non esitai e scrissi un nuova e-mail, sempre con doppio destinatario:

Cari amici ho già parlato con una redattrice di Striscia la notizia, invio anche a voi la stessa e-mail perché sarei felice se ad occuparsene fosse Luca Abete, circa una questione di insabbiamento che coinvolge anche loro. Sta per uscire un libro inchiesta, ho parlato con il mio editore, Gruppo Albatros il Filo, e ho fatto presente che mi farebbe piacere che il capitolo su striscia avesse un epilogo differente, per questo mi ha suggerito di scrivervi e dirvi che il direttore Giorgia Grasso ed il suo ufficio stampa sono a vostra completa disposizione per chiarimenti ed informazioni circa la veridicità della storia che vi ho proposto, potete chiedere della questione Achille F. e Voglia di Volare.
Grazie

Nello stesso giorno, 30 Marzo 2011, mi giunse la telefonata dell’inviato Moreno Morello.

Non riporterò la discussione poiché non potrebbe restare scevra da giudizi di valore, sarebbe necessario far riferimento a questioni che in questa sede sarebbero solo un pettegolezzo, restando invece una valida opposizione in una sede privata.
L’interlocutore, inoltre, mi ha sorpreso per contenuti espressi, toni e modalità a tal punto che sono arrivato a pensare che fosse un test per sondare la mia onestà e credibilità.
In breve, dopo aver ascoltato poche parole, nelle quali ho fatto anche il nome del personaggio coinvolto nella questione, l’interlocutore Moreno Morello ha sostenuto di aver capito tutto.
L’inviato riteneva, per questo, che non ci fossero i presupposti per il configurarsi di un insabbiamento da parte di Striscia di qualsivoglia genere, che solo una redazione quantomeno sprovveduta avrebbe potuto proporre la storia e che non sussistono, all’interno del mio racconto, gli elementi necessari affinché si possa prospettare un interessamento da parte di Striscia la notizia per un caso di plagio non tangibilmente dimostrabile ed inferiore nei contenuti e nella forma a molti altri già respinti dalla trasmissione.
E’ per dovere di cronaca che devo riportare il fatto di aver dato seguito a questa telefonata, inviando a titolo personale e con contenuti di educata fermezza due copie di “Voglia di Volare” accompagnate da altrettante lettere; una all’inviato Moreno Morello e l’altra all’inviato Luca Abete, al fine di rendere onore alla mia dignità di persona onesta e per palesare le capacità di un intelletto attivo troppo spesso sottovalutate e messe in dubbio. Ad entrambe, anche in questa sede privata, ho ripetuto il quesito che continuo a ribadire ma al quale nessuno vuole dare una risposta pertinente, eludendola in ogni modo possibile e con ogni mezzo: fatta salva ogni valutazione tecnica, professionale e a quanto altro ci si voglia riferire, come mai la medesima storia presentata in un primo momento senza i nomi dei personaggi coinvolti suscita grande interesse e sdegno, mostrando i requisiti tecnici e di contenuto validi per poter affrontare un lavoro che la renda presentabile al pubblico, il quale ha il diritto di sapere, mentre un attimo dopo, corredata dei nomi delle persone coinvolte, diviene inaccettabile per quegli stessi motivi per i quali era stata considerata di grande interesse?
Ho voluto arricchire ancor più l’attesa del benestare dell’ufficio legale inviando una copia di “Voglia di Volare” alla redazione del Maurizio Costanzo Talk, segnalando come destinatario i nomi dei redattori contenuti nei contatti pubblici della trasmissione e accompagnando il plico con una missiva che affidava alla loro professionalità e preparazione di giovani ogni possibile azione.
In verità, essendo l’attesa lunga, ho inviato anche alla trasmissione “Il senso della vita” l’intera storia, senza fare alcun nome e chiedendo loro quale senso dessero ad una storia come questa.
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