Espressionismo e Anima (van Gogh)

scritto da Astor Davas
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Astor Davas

Testo: Espressionismo e Anima (van Gogh)
di Astor Davas

Espressionismo e Anima

Bisogna, parlando di Espressionismo, descrivere innanzitutto cosa sia l’anima. Questo perché, se l’oggettivismo imparziale dell’impressionismo aveva reso l’artista come fotografo della realtà, al contrario è nell’espressionismo che l’artista diventa “angelo” (inteso come messaggero) dell’anima. Attraverso la estrema, completa, soggettività dell’arte l’interrogativo si pone su cosa sia la realtà oltre la cosa e l’oggetto. Ed eccomi qui, a tentare di cogliere la visione dell’anima di quegli artisti.
Partendo da quello che è, probabilmente, l’artista più importante dell’Espressionismo (e il suo maggiore precursore) ovvero Vincent van Gogh. Come è possibile entrare nella mente di un artista geniale quanto folle, adorato da morto quanto disprezzato in vita? Si può partire, con l’umiltà di accettare il possibile, se non probabile, errore, dalle sue opere. Vincent inizia la sua carriera con quadri dal carattere umile, che descrivono la vita di contadini e persone semplici, ma già da allora si può leggere qualcosa dei lavori futuri. Egli, nelle sue prime opere, infatti descrive il suo rapporto con il mondo materiale e materialistico dei lavoratori più umili; ed è questo che lo differenzia da un puro artista impressionista, van Gogh non dipinge quella realtà, bensì il suo rapporto con essa. E questa differenza apre una riflessione su cosa sia l’anima, questo perché se nell’arte precedente non v’era particolare ricerca di essa, adesso invece l’artista ricerca un respiro umano e soggettivistico della realtà. ????, una delle traduzioni possibili per l’anima in greco antico, è inteso anche come respiro. E quindi vita. Ed è forse questa l’eredita antica che soppravvisse fino ai tempi dell’Espressionismo: l’idea di un’anima come vita, come spazio vitale dove l’artista può ritrovare se stesso. Vincent prosegue le sue opere, una volta giunto a Parigi, seguendo l’Impressionismo ma proseguendo nella sua opera di esteriorizzazione del suo sentire. Negli autoritratti è spaventosamente potente la ricerca psicologica, l’anima viene messa a nudo. Anima che ricopre quindi tre ruoli: è respiro vitale, è mente dell’uomo, e suo sentire. È quindi una coinvolgente entità che supera qualsiasi visione oggettiva e materiale, ed è infatti nei colori che il pittore “sconfigge” il reale. Non è dunque più necessario o importante, soprattutto nelle ultime opere, la trasmissione di ciò che appare quanto di quello che sente nella sua anima. Sentire che si fa a tratti angosciante, ma che è continuo nella ricerca di trasmissione della natura più intima dell’uomo van Gogh, ricerca che si vede infatti nelle sue opere di ritrattistica in maniera ancor più evidente.
Espressionismo e Anima (van Gogh) testo di Astor Davas
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