Quando Dio spense le stelle per creare un gioiello

scritto da cavaliere75
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Testo: Quando Dio spense le stelle per creare un gioiello
di cavaliere75

Vi fu, narrano gli angeli, una notte senza eguale,
quando il cielo, più pallido d'un antico altare,
si raccolse nel silenzio delle sue profondità
e Dio, contemplando il mondo, pensò di creare.

Non una creatura fra le tante,
non una semplice figlia della carne e della primavera,
ma un prodigio capace di far tremare la bellezza
e rendere perfino l'alba meno fiera.

E allora Egli guardò le stelle,
quelle innumerabili gemme sospese nell'immenso,
e ne scelse alcune, le più lucenti,
come un orafo che contempla l'oro prima di forgiare un gioiello.

«Per lei» — disse forse il cielo —
«non basterà la luce che già possiedo.»

Così una ad una le stelle si spensero,
non per morte, ma per divenire bellezza;
cadde sul mondo una tenebra preziosa,
una notte solenne, quasi sacra,
e nel grembo di quella oscurità
venne al mondo Arianna.

Arianna.

Nome antico, nome di mito e di labirinti,
nome che pare custodire nel suono
un filo d'oro capace di attraversare il tempo
e condurre lo smarrito verso la meraviglia.

E gli anni, crudeli e magnifici, passarono.

La bambina lasciò lentamente
la dolce innocenza dei suoi primi giorni,
come una rosa che, senza accorgersene,
si apre al mattino sotto gli occhi del sole.

E divenne donna.

Ma lasciatelo dire:
non semplicemente donna.

Un gioiello.

Un'opera che il tempo, anziché consumare,
pareva cesellare con mani sempre più sapienti.

I suoi occhi sono azzurri,
ma non dell'azzurro distratto del cielo d'estate:
sono profondi come un mare senza rive,
come quelle acque in cui lo sguardo entra
e dimentica perfino la strada del ritorno.

E nei suoi capelli d'oro
sembra essersi rifugiato il sole
dopo aver perduto il coraggio di splendere nel firmamento.

Oro vivo, oro caldo,
oro che la luce accarezza
come un amante incapace di separarsene.

Ma la vera ricchezza di Arianna
non è ciò che lo specchio può raccontare.

È nel carattere.

Un carattere d'oro,
più raro ancora dei suoi capelli,
più prezioso delle stelle
che Dio quella notte sacrificò all'oscurità.

Perché vi sono bellezze che il tempo sfiora
e bellezze che il tempo teme.

Vi sono volti che si guardano
e poi si dimenticano.

E ve ne sono altri
che rimangono nell'anima
come una musica ascoltata una sola volta
eppure impossibile da dimenticare.

Arianna appartiene a questi ultimi.

Forse fu per questo
che Dio spense alcune stelle quella notte:
perché nessuna luce lassù
potesse competere con quella
che avrebbe acceso nei suoi occhi.

E forse, quando la vide crescere,
si accorse che aveva esagerato.

Perché mentre il cielo continua a brillare
soltanto quando cala la notte,
Arianna porta con sé una luce
che non conosce tramonto.

E allora comprendo finalmente
il mistero di quella notte lontana:

Dio non spense le stelle per fare buio.

Le spense perché, per una volta,
il cielo potesse guardare in silenzio
la sua creazione più bella.

E da allora, ogni volta che Arianna sorride,
qualcuna lassù ricomincia a brillare.

Quando Dio spense le stelle per creare un gioiello testo di cavaliere75
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