Paganesimo, come iniziare

scritto da 5wizard5
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Testo: Paganesimo, come iniziare
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Non ho mai avuto maestri e non desidero esserlo per nessuno perché credo che ognuno sia maestro di sé stesso, il vero risveglio spirituale non può essere imposto dall’alto, deve essere scoperto dentro di noi.

Quando tanti anni fa mi sono avvicinato al paganesimo cercai consigli online, i forum erano pieni di post che suggerivano valanghe di libri da far leggere alle persone nuove, ne lessi molti ma ciò che realmente bramavo non era una bibliografia bensì un come fare, volevo sapere come vivere questa spiritualità, non solo leggerne; quello che segue non è un insegnamento perché non sono un maestro, è semplicemente il resoconto di ciò che avrei voluto sentirmi dire quando mi trovavo all’inizio del mio cammino in cerca di un rapporto con il Divino che fosse autentico.

Secondo me, chi desidera avvicinarsi al paganesimo, dovrebbe iniziare con una semplice passeggiata nella natura ma non deve essere una camminata qualunque, dobbiamo imparare a camminare con occhi nuovi, con la consapevolezza che l’Universo è un corpo vivo attraversato dalle energie invisibili degli Dei; personalmente vedo un Dio e una Dea che contengono in sé l'essenza di tutte le altre Divinità tuttavia so bene che molti neopagani percepiscono una moltitudine di Dei ognuno con una propria coscienza e una propria energia e questa è la bellezza del nostro sentiero, non ci sono dogmi, il numero degli Dei è irrilevante, ciò che conta è la relazione che costruiamo con loro; è fondamentale che chi si avvicina a questa spiritualità lo faccia con la chiara consapevolezza che gli Dei non sono né giudici né dispensatori di miracoli, sono nostri compagni di viaggio, parte integrante del grande arazzo dell'esistenza, essendo presenti in ogni cosa, noi compresi, senza chiederci nulla in cambio, ci donano le loro energie, energie che dovremmo accogliere per vivere nel miglior modo possibile la nostra vita.

Durante questa passeggiata dobbiamo mantenere viva la consapevolezza che l'essere umano non è una specie eletta separata dalla natura, noi siamo natura quindi non guardiamo i fiori, le farfalle o i pesci dall'alto in basso come se fossimo superiori a loro, riconosciamo che le montagne, il Sole, la Luna, i fiumi e gli alberi sono esseri viventi dotati di una loro coscienza e dei loro sentimenti, potranno non parlare una lingua che le nostre orecchie possono udire ma se parliamo loro, non con parole vuote, ma con parole cariche di emozioni e di autentica partecipazione loro ci ascoltano; ricordo che da bambino, molto prima ancora di conoscere la parola paganesimo, parlavo ai laghi, agli alberi e ai fiumi e ho portato questa abitudine con me fino all'età adulta, questo dialogo con la natura è il più antico e sacro dei rituali.

Dobbiamo anche comprendere che ogni essere vivente, noi compresi, è come un filo di una gigantesca tela invisibile che permea l'intero Universo e la salute di tutta la tela dipende dalla salute di ogni singolo filo, se ogni filo è connesso allora ogni nostra azione vibra attraverso questa rete, anche i gesti più piccoli contribuiscono al benessere di questa tela, una tela che la società moderna sta lacerando con voracità.

Durante la nostra camminata possiamo assistere alla manifestazione delle innumerevoli energie Divine; quando vediamo due uccelli litigare stiamo assistendo alla manifestazione dell’energia che i romani chiamavano Marte, quando una brezza calda ci avvolge portandoci una sensazione di benessere e gioia stiamo percependo l'energia che i greci chiamavano Edone, quando vediamo due innamorati baciarsi siamo testimoni della manifestazione dell'energia di Afrodite ma i nomi in fondo non sono ciò che conta veramente, l'importante è imparare a riconoscere la manifestazione delle energie Divine nel mondo e soprattutto dentro noi stessi, queste forze non sono concetti astratti, sono correnti attive che scorrono nella nostra vita di tutti i giorni.

Nei miei scritti uso i nomi degli Dei greci, norreni e romani per dare un nome alle forze Divine che mi circondano e che permeano l’Universo eppure credo che l'essenza più profonda del paganesimo non si trovi nei pantheon dell'epoca classica, essa risiede nelle forme più antiche di spiritualità, quelle del neolitico; secondo me, in epoca greco romana, fatta eccezione per i culti dionisiaci e pochi altri culti misterici, gran parte dello spirito pagano autentico era già stato corrotto dal denaro e dal potere politico; questa è la mia personale visione e non la impongo a nessuno, il sentiero è aperto e ognuno lo percorre come meglio crede.

Con quanto scritto sopra non voglio dire che io abbia rifiutato l'apprendimento dai libri, la mia personale biblioteca, seppur selezionata con criterio, è stata preziosa; ho trovato stimolanti i testi degli autori Wiccan, che hanno il grande merito di aver reso il paganesimo accessibile a tutti coloro che se ne sentono attratti ma la saggezza più profonda l'ho trovata soprattutto nei libri scritti da Nativi Americani e dagli sciamani; preciso che non cerco di appropriarmi dei loro rituali e delle loro tradizioni di cui sono gelosi, li leggo perché, secondo molti esperti, la loro spiritualità e il loro modo di vedere il mondo sono straordinariamente simili a quelli del Neolitico europeo, la loro saggezza rappresenta un ponte vivente verso le radici più antiche del nostro stesso patrimonio spirituale, una fonte a cui attingere con rispetto e gratitudine.

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