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Sento il calore del camino
si sente la puzza di bambino,
fa freddo e mi sento solo
la neve mi funge da scolo
per sciogliere la mia agonia
e levarmi dall'autonomia.
Io sono un estraneo,
quando il mio nome vien chiamato
non sento di essere io quello acclamato.
Sono solo uno spettatore
dai miei stessi occhi d'amore.
Il calore del fuoco si fa sempre più lontano,
e io sono bloccato nella neve, guardando
il fumo nero caldo nel cielo.
Anche se inquina l'aria che respiro
io salto in alto sperando di toccarlo,
ma è così vicino che è irraggiungibile.
Come faccio a dire come sono
se manco io so chi sono?
*******? Per me è solo un nome
esattamente come casa e solitudine.
Nessuno è dentro la casa calda
eppure fa freddo qui fuori, le luci sono accese, il camino funziona,
e neanche un'anima è in casa
per assaporare il calore.
Non sono l'unico nella mia testa,
non sento le voci e non sono pazzo,
però ognitanto sento un'altra anima
prendere il sopravvamento delle emozioni.
Io non mi avvicino alla casa ma non per paura,
perchè so che lì sarò al sicuro.
Qua nella neve pesante e la notte buia so come nuotare anche se son gelide.
Lì, alla luce e al caldo, risentirò l'altra prendere il comando su di me.
Mi fa male la testa ognigiorno,
la mia mente è sempre accesa ad anallizare dialoghi, espressioni, animali, oggetti e piante.
L'odio per me stesso è bollente e la mia agonia è gelida.
Il fumo nero diventa cenere bollente la quale precipita su di me, bruciandomi la pelle mmentrel'altro lato del mio corpo si congela al contatto con la neve bianca.
La casa si spegne, e il camino muore.
Sono esattamente dove devo essere,
annegato nel mio grande prato dolorante.