Immaginavo

scritto da ULLI
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo ULLI

Testo: Immaginavo
di ULLI

Immaginavo.
E mentre l’aria fresca entrava dal finestrino un po’ abbassato sorridevo alle belle immagini che che la mia mente vedeva. Le luci del cielo si stavano abbassando. Mentre quelle della città si accendevano. Era quel momento d’autunno in cui tutto sembrava magico. Il rosso delle foglie del viale alberato, il giallo del semaforo contro un cielo azzurro e arancione. Le auto, tante,frenetiche nel tornare a casa. All’improvviso un colpo fortissimo sui miei occhi! L ho visto arrivare dalla mia sinistra,da lui che guidava, e d’istinto dopo anni di arti marziali ho abbassato la testa. Non ho schivato il colpo, è arrivato forte e violento, le lenti a contatto schizzate via, le orbite sussultanti,ma almeno la fronte più forte, ha assorbito la violenza. Poi senza capire, i miei capelli trascinati con strappo violento a sinistra,scossi, strappati! Così belli, lunghi neri, il mio orgoglio finito su un sedile di furgone. E poi colpi, forti,tanti,urla,follia. Io rannicchiata a proteggermi gridavo aiutami! Sono pazza,chiedo aiuto al carnefice? E con grida sconnesse con minacce ho raccolta tutta la sua furia. Lucido,feroce nella follia senza ragione,con solo la voglia di distruggermi.Un attimo prima ero il suo amore.
Sono scappata appena mi sono sentita in sicurezza. Ad un semaforo rosso, mentre il furgone era tenuto in movimento per farmi aver paura del salto in mezzo al traffico. Ma l’ho fatto quel salto e sono riuscita a fuggire. Cieca, con la giacca che mi legava le braccia , le gambe tremanti i capelli strappati e i colpi che pulsavano nella testa. Ho attraversato il traffico fermo al semaforo.
Nessuno ha raccolto le mie grida di aiuto.
Poi tutto si fa difficile al ricordo. Un negozio a rifugio, un taxi...
Immaginavo.
E mentre l’aria fresca entrava dal finestrino un po’ abbassato, ho lottato per la mia vita.
E non so perché.
Ora mi pettino, raccolgo i capelli che cadono morti, mi lavo il volto, metto il ghiaccio.
Sono al sicuro, a casa e con un caffè in mano guardo il mio giardino dalla porta finestra della cucina.
Ora è già buio.
L’aria che entra è fredda.
Immaginavo testo di ULLI
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