Arde la mia pelle quando sfiora la tua. Brucia. Brucia tutto. Da dentro. Lo stomaco si contorce, Vorrei vomitare, Vorrei vomitare tutto il fuoco che ho dentro e bruciare il mondo con me, vorrei bruciare lui.
Ma lo amo e per questo tento di proteggerlo. Perché dai miei fuochi non ne uscirebbe vivo, Non uscirei viva io, Non usciremmo vivi noi.
Allora mi trasformo in una pioggia spenta, in un filo spinato, in un violino scordato.
Occhi lucidi e quel sorriso malinconico che tiri fuori quando sei talmente ferita da non poter permettere alle tue emozioni di soccomberti.
Fingo. Fingo di farcela, Fingo che non faccia male.
Ma sono un violino scordato, dimenticato, dilaniato, non amato.
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