È buio intorno a lui, la sola luce proviene dalla sigaretta che tiene stretta in mano.
Fa freddo, il vento gli graffia la pelle entrando dentro, quasi a toccargli le ossa.
È seduto su una panchina, continua a fumare impassibile, sperando che un po’ di quel calore possa arrivargli al cuore.
Una volta mi ricordo di aver riconosciuto i suoi occhi nel verde acceso dei prati irlandesi.
Ma adesso, circondato da un abbraccio non richiesto, anche quel colore tanto bello si è incupito.
Spesso si guarda dentro quando il mondo lo stanca e con amarezza crede di non trovare nulla. Sente il cuore, che soffre di vertigini, a penzoloni sopra una voragine.
Il vuoto si è insediato come un parassita. Si nutre di Vita senza saziarsi mai, più ne ruba più ne desidera. Un bambino piange in lui, ha fame. Rimane immobile con la testa china, terrorizzato dal Buio vuole indietro la Luce.
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