Vago come vento, attonita
colgo il mormorio della quiete
velata in parole sospese, ovattate.
Mi guidano verso il tempo, fluida
solco i limiti fragili
nella ricerca di una meta, cristallina.
Ardono luci e vite, labili
inchini alla luna nascosta
da altere nubi vaghe, oscure.
Vedo occhi, assenti
oriente di una luce ipnotica
concedono la loro essenza, candida.
Voci senza corpo, effimere
anime orfane
di una carezza tenera, unica.
Vago come vento, attonita.