Ma io posso rinunciare
a una pigra mano che mi sfiora,
a deliziose parole,
a due occhi impazienti di contare
le vertebre della mia schiena.
Ma non al mio fuoco!
Perché plasma i miei sentieri
e inebria le viscere
della mia anima.
Che danzino le fiamme,
affoghino pure il superfluo,
nutrendosi dei bulbi.
Questo felice pellegrinare
non sará mai al di fuori di me.