Giornate automatiche

scritto da Ingrata
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Ci spingono a non pensare e solo a riordinare. Ma qualcuno di noi alle sette della sera può ancora contare.
- Nota dell'autore Ingrata

Testo: Giornate automatiche
di Ingrata

Alle sette della sera la gente è stanca di ripetersi ciò che deve o dovrà fare, ciò che le è obbligatorio pensare. C'è l'impulso di correr via come umani, forse l'unico possibile durante il giorno dell'automa perfetto, che queste società hanno disegnato per noi. Lo diceva Pirandello che il pazzo è il vero uomo libero e che il vivere per così dire "a margini della società" non fosse da intendersi di per sé una piaga, ma il marchio di una vittoria. Sfidare se stessi, i propri limiti e le regole di questo mondo automatico dovrebbero essere tematiche della vera comunicazione. Argomenti centrali nelle pagine pubblicitarie che ci inebetiscono statiche e assordanti nel nostro oggi mostrandoci ora due chiappe scoperte ora l'ultimo inutile ritrovato per buttar via il tempo. Il vero dato è che troppi dati da sintetizzare ci rendono automatici. Nulla di ciò che andrebbe pensato è da pensare. E di quest'assassinio alla nostra umanità non si dice nulla nella comunicazione correa e muta che sbrana gli ultimi afflati di umanità. Ci resta solo quell'istinto primordiale che alle sette ogni sera ci fa correr via verso casa, al calar di un altro automatico giorno.
Giornate automatiche testo di Ingrata
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