Poi, mi chiudo tra le tue spalle, tra le ampie scapole gentili, dove ho fissato il mondo, a due passi dal cuore. La voce non chiede nulla. Solo baci. Per una bocca rimasta troppo tempo arida e sola. Sotto il tuo collo, sotto la nuca, dove il vento d’estate rimane impigliato, io mi svuoto e mi riempio di una piuma. In assenza di gravità, tra i pianeti in collisione della tua galassia, io fluttuo e, leggera, scivolo e galleggio, come una goccia d’olio sull’acqua. L’amore va custodito in un posto piccolo, come fa la conchiglia col rumore del mare.
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