Casa mia

scritto da non so
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Autore del testo non so

Testo: Casa mia
di non so

Avere un ruolo politico per donare campane alle case, trasformarle tutte in chiese, dove le gonne devono essere lunghe, dove i bambini parlano con il proprio spirito. Ecco lo spirito, il ponte della vita, lo lascio spesso per andare verso gli alberi. Echi di passi incerti e insicuri, tacchi di incapacità si fanno portare con sdegno, lo sento, il mio ponte oscilla. Il vento si alza, un occhio e un rossetto si scontrano, non è ancora sera, ma come posso saperlo? Lingue incomunicanti non mi fanno capire, che cos’è il colore tetro? Un ricordo forse della punta delle dita o di quegli echi stonati. Mi hanno visto aldilà del ponte, chiedevo, ma tutto è confuso, cercavo una casa che forse non posso avere, il portone è concreto, ma il battacchio non emette rintocchi. Dove sono le campane? come posso ascoltarle? Del fogliame mi sporca la faccia, anzi mi percuote e mi blocca. Torno sul ponte e tutti scrivono, battano le mani all’unisono, cascano le penne, le cartelle. Controllo le tasche e mi risucchiano le mani, vortici e mulinelli, mi lasciano senza tenaglie. Eccoci, la vedo, è la mia casa, il mio portone, odo campane, le mie, ma non ho le mani. Ci dormo accanto.  
Casa mia testo di non so
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