Una sera da cani

scritto da Mary Read
Scritto Un anno fa • Pubblicato Un anno fa • Revisionato 8 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Mary Read
Autore del testo Mary Read
Immagine di Mary Read
Dedicato a chi non mi conosce. Ricordando che il cane è il migliore amico dell'uomo e...della donna.
- Nota dell'autore Mary Read

Testo: Una sera da cani
di Mary Read

Le urla le sentiva lo stesso, anche raggomitolata, anche con la trapunta sulla testa e le mani sulle orecchie e chiudeva e strizzava gli occhi come se il nonno fosse lì davanti e non lo voleva neppure vedere, come se abbassando le palpebre avesse potuto attutire le urla o farle smettere del tutto, invece, era nella camera grande, attigua, che avveniva e lei sentiva tutto, anche i piccoli singhiozzi delle nonna e la sua voce flebile. Poi, più nulla. Si tranquillizzò, con il cuore che batteva forte. C'erano cose misteriose che avvenivano in quella stanza, dove non aveva mai avuto il permesso di entrare. Quella sera, era davvero forte l'impulso di alzarsi e di entrare per dire di smetterla. Lo dicevano a lei molte volte e lei ubbidiva sempre.
'Smettila!' Lo avrebbe urlato, l'avrebbe sentita. Quello non era il suo nonno. Era il nonno di Miriam, quell'odiosa di Miriam, che si dava tante arie a scuola, perché il suo papà era il più ricco dei ricchi, perché Miriam aveva il suo papà e Miriam aveva i capelli lunghi e i codini con gli elastici, dai pallini colorati, che glieli faceva la sua mamma e invece lei..capelli rasati! Ma che poteva farci? Con i pidocchi c'era poco da fare. Neppure un lamento quando la macchinetta la tosava come una pecora.
Quella sera lei non voleva stare a sentire quelle urla, voleva andare dalla sua nonna e abbracciarla. Sentiva che gli occhi le bruciavano dal pianto, non riusciva a fare un passo, neppure una piccola mossa. Era come una bambola di quelle vecchie, tutte raggrinzite e con la testa che stava per staccarsi dal pensiero di quelle urla. Non serviva a nulla. Si addormentò sfinita. 
'Alzati, piccola! Alzati! Presto!'
'Perché?' La vocina impastata dal sonno.
'Non è ora di alzarsi nonna, perchè mi vesti?',
Si era quasi scordata, il ricordo malvagio della notte strafottente. le entrò nei pensieri. 
'Zitta, zitta, zitta! Su! Su! Infila bene, dai!' La donna era ancora bella, molto bella.
'Perché usciamo?' ,
La nonna vestiva la bambina cercando di fare tutto velocemente e in silenzio, non doveva perdere un minuto.
'E' buio, nonna, dove andiamo?' La nonna lo sapeva, non c'era neppure la corriera. Dovevano fare la strada a piedi.
'Ssst... fai silenzio! Il tempo di uscire dal cancello, poi la nonna ti dice tutto'.
Cosa mai avrebbe potuto dirle?
La bambina tacque, la nonna la prese per un braccio, aveva infilato un cappottino stinto e una berettina di lana come veniva, nella fretta, e anche lei aveva una calza che scendeva per la gamba livida e il foulard in testa, tutto storto, non importava, la paura era in gola ed era tanta. 
'Nonna mi fai male'. Il male era altro ed era lì vicino.
'Scusami, scusami, ma dobbiamo fare presto. Dio fa che non si svegli! Oh, Madonna santa! Fa che non si svegli!'. 
'Perchè se si sveglia? Ci picchia nonna? Picchia anche me?' La bambina sapeva tutto.
'Zitta, zitta cammina'. La strattonò gentile e poi prese il suo braccio e lo tirò a sé, diede un bacio frettoloso alla manina piccola che restò stretta alla sua.
Stavano scendendo le scale, doveva arrivare al cancello. I cani. 
Non ci aveva pensato. Avrebbero abbaiato. Il cancello cigolava quel poco, ma i cani? I cani le vedevano uscire.
Non ce l'avrebbero fatta. 
I cani sentivano. Le fissarono. Un mugolio, quasi un segnale, un assenso. Nessuno di loro abbaiò.
La nonna non si voltò neppure un istante. Aprì il cancello, lasciandosi alle spalle la grande casa buia e tirandosi dietro una piccolina infagottata.  S'incamminarono nel buio.

 
 

Una sera da cani testo di Mary Read
27

Suggeriti da Mary Read


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Mary Read