la locanda del muto esilio

scritto da alme
Pubblicato 21 anni fa • Revisionato 21 anni fa
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Autore del testo alme

Testo: la locanda del muto esilio
di alme


Una scelta senza pensiero mi volle in quel locale
e tra le grida basse di voci straniere,
io mi trovai seduto su un tavolo di legno
poi mi sdraiai per ascoltare meglio le voci dei tarli,
ed intorno a me, i camerieri con le gambe che rotolavano come cerchi,
li osservavo con gli occhi socchiusi di chi fa finta di dormire,
i lori occhi invece erano lucciole, e le loro bocche erano come ali di api,
mi piaceva udire i rumori della locanda,
ed attraverso il legno mi giungevano incubati,
poi senza bussare, mi colse lo sconforto,
il mio sorrise diventò solo un calco sul tavolo,
e ne vidi altri, tanti altri,
allora iniziai a capire,
le parole straniere,
quel canto che nacque dal pianista con lo smoking di fuliggine,
la trista canzone della locanda del muto esilio,
e le parole scrivevano nella musica la mia sagoma di vita,
come un calendario dai giorni a metà,
dove i giorni non iniziano e non finiscono,
dove il giorno è solo spazio da riempire,
ed intorno a tutto apparve il silenzio,
gli sguardi bassi per cercare crepe nel pavimento dalli quali poter fuggire,
ed ancora i tasti del pianoforte che scandivano l'altra parte del discorso,
e nella conclusione mi accorsi di piangere.
la locanda del muto esilio testo di alme
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