Ma ti ricordi quando Maradona imitava Dio su un campo da calcio, quando l’unica pandemia era la febbre del sabato sera, e i giocatori più forti del mondo erano giapponesi e si chiamano Holly e Benji.
Quando a scuola la didattica a distanza riguardava fare sega, andare a contare gli alberi al parco, mentre si imparava a falsificare la firma dei genitori per il famigerato libretto delle giustificazioni, quando Wats App si chiamava “citofono” e l’unico cellulare che vedevi era quella della polizia.
Quando i film o li guardavi al cinema, o ti attaccavi e ripiegavi sui VHS, quando con 1000 lire ci compravi il mondo, e ti avanzavano pure i soldi per la sala giochi sempre troppo affollata, perché un gettone era per sempre.
E te li ricordi i primi amori, le prime cotte, quando un “ti vuoi mettere con me si o no, passava da un bigliettino in classe, invece che da una chat, quando le uniche mascherine che indossavi erano quelle di carnevale, e le partitelle a calcio erano più importanti della vita stessa, quando le ginocchia si sbucciavano fino all’osso, ma al diavolo... posso pure morire dissanguato, questa partita la finisco, quando l’unico potere forte era quello di Grayskull e ce lo aveva solo He-Man, quando sotto l’albero di natale l’unica cosa tecnologica era una macchina telecomandata.
E ti ricordi quando il nostro Kobe Bryant si chiamava Gigi la trottola, la ragazza più bella del mondo Lamù, e Devilman era il nostro unico eroe. Quando la musica era davvero musica, e se non ti compravi la musicassetta dovevi aspettare che qualcuno te la prestasse per copiarla, quando poi il cd rivoluzionò tutto, e il walkman passò di moda portandosi via un’era. Quando il posto al muretto con gli amici, era più importante del posto fisso al comune, e alle feste con i compagni di scuola l’unico alcol che girava era la cocacola, la fanta, la sprite, e i salatini con patatine e popcorn non erano mai abbastanza,quando poi si partiva con la musica da ballo, e ballare con la ragazzina che ti piaceva era la massima aspirazione a cui ambivi, e il bigliettino poi diventava il tuo miglior amico che, doveva andare e riferire i tuoi sentimenti, mentre tu speravi tornasse con una buona notizia. Ma ti ricordi quando in tv c’era Drive In, Fonzie, e le uniche notti buone erano quelle di Notte Horror con Zio Tibia, quando l’unica serie televisiva che ti importava vedere aveva un prefisso..90210, quando i computer servivano solo per giocare, ma prima il gioco si doveva caricare, e potevano passare anche secoli, quando si giocava a guardie e ladri senza che nessuno perdesse la vita, quando le scarpe o erano Reebook Punp, Anfibi, e Timberland perché le altre erano il nulla, quando affrontare la morte voleva dire saltare più in alto e schiacciare quante più tartarughe possibili, salvare la principessa dal drago, e dire cazzo ce l’ho fatta, ho superato tutti I livelli. Quando la nonna veniva a casa di domenica, e voleva dire caramelle per tutto l’anno, quando l’unica guerra di cui sentivi parlare era quella tra Gargamella e i Puffi, o quella che tu stesso facevi con cerbottane e fionde, senza però causare mai seri danni all’avversario.
Quando tutto era ancora da scoprire, quando si iniziava finalmente ad andare al mare da soli, senza mamma e papà, e i castelli di sabbia cedevano il posto alle ragazze in costume.
E quando il primo tiro di sigaretta ti fece sputare l’anima, e dopo tre giorni, eri ancora lì che tossivi, e quando poi la tosse diventò risatina perché le sigarette diventarono più simpatiche e più farcite.
Ma ti ricordi quanti progetti, e quando le Twin Towers erano ancora in piedi come i sogni che facevamo sulla soglia del nuovo millennio. Quando poi per la prima volta ci siam davvero resi conto che nessuno è immortale, e lo abbiamo capito nel peggiore dei modi.
Ma ti ricordi… quanto ci divertivamo a 10 anni.
Ma ti ricordi….
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