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Ho sbucciato una mela ,
Senza rompere la buccia, lunga come una ragnatela.
Ho usato un coltello , ma senza volerla ferire.
Cercavo di togliere ciò che non andava mangiato , per non stare male.
Sgrezzarla , renderla appetibile e farlo con la massima delicatezza.
Volevo questo , avevo fame ed una sorta di debolezza.
Ma la mela era tutta marcia ,
Continuavo ad usare il coltello per trovare le parti di cui andavo a caccia.
Non c'era niente di buono ,
E tutta la fatica per pulirla, per farlo con amore , tutto sprecato.
Ad un tratto udì un suono ,
Simile ad una voce che mi ha spaventato.
La mela , marcia piena di vermi, inveiva contro di me per averla maltrattata.
Restai pietrificato , una mela marcia, parlante e maleducata.
Così mi accusò , ma non per aver usato il coltello, bensì per non averla mangiata !
Subito capì! Era una mela avvelenata !
La gettai via, tra i miei ricordi più brutti.
Cerco sempre di dimenticarli, ma non riesco con tutti.
Sapete, avevo fatto tanto per coglierle quella mela.
Era in cima, pioveva , quel giorno non ero nemmeno in vena.
Eppure sudai per averla, me la tenni stretta e cercai di farne un pasto per il mio cuore.
Un pasto avvelenato che mi ha quasi ucciso , qual è la morale? E chi il vincitore ?