Contenuti per adulti
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Voltandomi, lo sguardo s’adombra.
Anfratti del passato si susseguono
come termiti nel legno.
Ricordo:
antevidi la mia sorte fra i detriti di mio padre.
Gli camminai accanto,
in parallelo,
per non essere mai troppo vicino da vederne il volto,
né mai così lontano da non sentirne il monito.
Padre: da lì, tu, mi vedesti?
Dentro i tetri cunicoli, sporgenze e conche s’alternano.
Talvolta m’inciampo;
altre, una fioca luce rischiara appena un volto:
poche ombre mi bastan per riconoscere mia madre.
Sorrido,
e nel suo viso traspare la mestizia di chi ha già capito.
Mi volto,
ma nel fondo un eco martella parole già usurate.
Tu lo sai, mamma, che stai morendo nei miei occhi?.
O forse sto solo uccidendo chi ero?
Verrà il giorno in cui anch’io
donerò questo sacrificio?
Più m’allontano da dove sono partito,
più mi dimentico il volto delle tenebre.
Questa è la colpa.
Ma anch’ella ormai è una antica vestigia.
Lascerò le crepe aperte,
perché ogni tanto possano tornare
a consolare quel bambino cresciuto nell'ombra.
E talvolta m'affaccierò da dove sono già caduto.