Rifiuto i rumori che salgono dai vicoli e tornano a ricordarmi la giornata che ho calpestato coi piedi sporchi di ribellione. Voglio lasciare la memoria sul fondo dell'immondizia gettata la mattina presto dalla finestra del quarto piano in cui mi sono rotolato nudo nei miei incubi. Che siano i barboni a contendersi le mie lattine vuote di una bionda che non è voluta restarsene sul fondo del ventre burrascoso. Che rovistino i randagi dalle unghie affilate nei vicoli sordidi e si cibino ingordi con quelle mie ossa succulente e polpose di nervi e reminiscenze di sangue e amnesie. Perdetemi nei vostri mondi migliori col cartello del prezzo scontato e ricontato di spiccioli ammucchiati e laceri di sottomissione e vi dilaterò le pupille migliori per sentirvi presenti!
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