Rita mi fionda in casa con il suo solito impeto come di vento forte mentre mi gira per ogni stanza a caccia di novità. Io sorrido, mi siedo e aspetto con calma che mi raggiunga in salotto. Sono fatta così, non ho segreti e mi piace che i miei amici si sentano come a casa propria da me e Rita ha fatto suo questo mio pensiero alla lettera, quindi non mi stupisco del fatto che mi saluti i mi parli da una stanza all’altra mentre effettua la sua caccia al tesoro! Arriva, si siede sbuffando, si sfila le scarpe e i massaggia le caviglie: “ Odio questi tacchi, ma sai… slanciano…” Ridiamo tutte e due. Sprofonda nella poltrona con un sospiro di sollievo “ Vedo che non hai ancora comprato quel romanzo di cui ti ho parlato, aspetti che finisca di leggerlo per averlo in prestito??? S C O R D A T E L O! è affascinante, avvincente, prendetemi tutto ma non il mio romanzo!” dice con aria seria e decisa che poi si addolcisce mentre si intreccia le dita intorno alle ginocchia stringendosi nelle spalle. Adesso la sua espressione è sognante, tipicamente adolescenziale, anche se i quindici anni li abbiamo lasciati ambedue abbastanza dietro le spalle! Ho appena il tempo di pronunciare un debole “Rita..”che lei subito interrompe “ AH! Lo so, tu sei realista, sei cresciuta a 360 gradi, non come me, ma è bello sognare, emozionarsi..( sospira di nuovo con lo sguardo rapito) “ “ Piace ancora anche a me, te lo assicuro, ma preferisco viverle l’emozioni, non soltanto sognarle…” Si alza di scatto, come avesse subito una scossa elettrica “ L’oculista! Mi sono dimenticata che devo andare dall’oculista! Dio mio, ma dove ho la testa? “ e mentre si rimette le scarpe e si aggiusta il vestito, il suo viso torna a sognare “ non posso mica fare aspettare quel fustacchio!” “Ehi bimba, guarda che quel “fustacchio” è sposato!” “ Quisquilie! Piuttosto dammi retta, leggi quel romanzo e poi fammi sapere!” E’ già davanti alla porta aperta “ ciao scappo” “ Ciao e mi raccomando… non bleffare: non vorrei che la prossima volta che vieni a trovarmi ti presenti con due fondi di bottiglia sul naso e col mal di testa!” Lei mi guarda da prima con la faccia imbronciata, poi mi risaluta e sparisce dietro la porta. Ogni volta che ci vediamo, mi sconcerta: siamo così diverse! Ma forse la nostra amicizia ventennale dura proprio per questo, ci rispettiamo, ci accettiamo per come siamo e ripensandoci, se cambiasse, non sarebbe più lei, eppoi…immaginate che fatica sarebbe! Non capisco perché lei insista tanto per farmi leggere quel libro, lo sa che detesto tutti quei romanzetti rosa dove vengono narrate storie veramente assurde, situazioni impossibili o che perlomeno si potrebbero realizzare per una donna su un miliardo! Proprio non reggo questo tipo di narrativa, secondo me “ inochiscono” cioè ti rendono così tonta da non farti vedere quello che realmente ti circonda e che magari ha una sua poesia.
E’ passato già un po’ di tempo da quando Rita è uscita, ed è già di ritorno, da come si presenta al citofono capisco che qualcosa non và. “ Eccomi di ritorno, sono molto delusa” “Non ti ha prescritto gli occhiali?” cerco di sdrammatizzare. “ Mentre ero seduta di fronte all’oftalmometro con quei ridicoli occhiali, lui si è lasciato distrarre da una tipa tutto trucco e niente sostanza, e mi ha lasciato in attesa mezz’ora, poi quando si è ricordato di me, mi ha guardata come se fossi una rospa…” “ E ti credo! Se avevi ancora sul naso l’occhialiera, sai che spettacolo! E poi sicuramente avrai avuto anche gli occhi rossi dalla rabbia! “ ridiamo tutte e due di gusto! “ Si ridi ridi, e intanto ho il mio cuoricino infranto! Mollarmi così per quella “ cosa”! che affronto!ho trovato una scusa e sono uscita” “ Scappata è meglio dire”la incalzo io. “ Adesso non mi dire che me lo avevi detto perché non lo sopporterei. Uffa! Chissà quand’è che incontrerò il mio principe!” Suona di nuovo il campanello, sono Paola e Cristina. “ Nascondimi, ti prego, se mi vedono così mangiano la foglia e mi prendono in giro per altri sei mesi” ridiamo di nuovo, e intanto le nostre amiche ci hanno raggiunte. Dopo i saluti entriamo subito nell’argomento “ E così Rita stai ancora aspettando il tuo principe azzurro sul cavallo bianco….” Nota Cristina. Paola scuote il capo in senso di dissociazione. “ Secondo me non c’è niente di più sbagliato” dico io e Rita subito” Voi fate presto a dire no e a dire che è sbagliato, voi tre avete già il vostro “ lui” …sono io che sono ancora qui in attesa!”Paola “ Questo è discutibile, anche io sognavo come te, ma la realtà è diversa io mi sono adeguata, mi sono accontentata, non si può avere tutto dalla vita, il cento per cento non esiste, bisogna scendere a dei compromessi. Non esiste il tutto o niente” Cristina “ io sono nelle tue stesse condizioni, ma sono contenta, ci vogliamo bene, ci rispettiamo, andiamo d’accordo, ma ogni tanto mi sorprendo anche io a fantasticare” Paola rivolta a me “ e tu? Quando sei così silenziosa vuol dire che non condividi…..dai, dicci cosa ne pensi” Quando fanno così vorrei avere il potere di farle sparire, visto che si parla di fantasie e magie!!!! Mi fanno sentire sotto esame, sembra che si aspettino chissà che da me, invece io mi sento piccolina in quanto so perfettamente che non ho tutte le soluzioni. Guardo i loro visi in attesa e vorrei tanto avere qualcosa di urgente che mi portasse via da lì, ma… non c’è nessuna emergenza e devo per forza affrontare la situazione. “ Vi ho ascoltato con molta attenzione, come faccio sempre del resto, e da tutto questo mi pare chiaro emerga il bisogno legittimo di ogni singolo individuo di essere amato e di amare. Lo so, state pensando che ho scoperto l’acqua calda!!!Ma il nocciolo della questione credo stia nel fatto che restiamo in attesa perenne che succeda qualcosa, così, passivamente e io non lo condivido. Se è vero che per ogni azione si crea una reazione….DIAMOCI DA FARE! ( le loro facce sembrano degli enormi punti interrogativi, mi sento un’aliena! Il silenzio mi costringe a continuare per essere più chiara) Voglio dire, noi stiamo qui a sognare il macho forte sicuro di sé col cuore di burro….ma noi…NOI… COME SIAMO? Noi fino a che punto rispondiamo alle attese del “ lui” ?il prendere senza dare non funziona da nessuna parte. E se noi provassimo a dare per prime? ( la loro espressione è ancora più indagatrice, mi rendo conto di non parlare nel loro libro, come si dice dalle mie parti, ma questo mi sta stimolando ad andare avanti) credo che i nostri uomini siano già degli eroi perché ogni giorno, coscienti o meno, lottano contro il nostro ideale e questo penso sia già una bella impresa, un bel drago da contrastare. Stiamo qui a fantasticare , a sognare un amore irruente, passionale e magari ci facciamo sorprendere trasandate, nevrotiche… cerchiamo invece di attuare una tattica più aggressiva…cerchiamo di restare veramente noi stesse, ma aggiungiamo un po’ di pepe. Per esempio, tu Rita, raramente ti mostri per come sei dentro, chi non ti conosce credo rimanga spiazzato dal tuo portamento quasi regale, sempre perfetto, all’altezza della situazione, sembri una dea irraggiungibile per noi mortali! Con questo non voglio certo dire che ti devi lasciare andare, ma metti fuori un po’ della dolcezza che hai dentro, renditi raggiungibile, mostra un po’ del tuo essere donna, ogni tanto commetti un errore, comportati un po’ come fai quando siamo fra di noi, l’eccessiva ricerca della perfezione ti fa apparire superficiale e… un po’ noiosa. Noi tre invece che abbiamo già il nostro partner, dovremmo sforzarci di preparare il terreno per ciò che vorremmo. Ad esempio, come posso pretendere che lui abbia uno slancio di passione se io non lo stuzzico un po’ magari facendomi trovare in ordine, attraente ammiccante…? pensiamo di essere già arrivate, invece siamo al punto di partenza, anche in amore penso sia come in tutti gli altri campi: perché una qualsiasi cosa sia nostra, dobbiamo mantenerla! per farmi capire, se acquisto un’auto, poi devo fare tutta la manutenzione necessaria: metterci il carburante, controllare l’olio, le gomme e via via, altrimenti si, posseggo un’auto, ma non mi porta da nessuna parte! Così è per quanto riguarda gli affetti, siano essi filiali, d’amicizia o un rapporto a due… bisogna mantenerlo sempre vivo e se vuole, ogni donna sa come fare per il suo uomo. Dobbiamo smettere di essere egoiste e pensare solo a noi, apriamo i nostri orizzonti, adoperiamoci per scoprire il suo sogno e a realizzarlo, di riflesso verrà realizzato che il nostro” Paola “ tu fai presto a parlare,e non m i sembra sia tutto riducibile a questo “ “ E’ vero, ma è già un inizio!, d’altro canto, da qualche parte bisognerà pur iniziare e perché non da qui! Si tenta, si esperimenta, poi la strada per ognuno verrà da sé” Guardo Rita, forse col mio dire senza reticenze, l’ho ferita, è seria, pensierosa “ Rita, se ho detto qualcosa che ti ha fatto male, dimmelo, lo sai che ti voglio bene…” “ Noiosa, mi hai detto che sono noiosa….” “ ho detto POTRESTI esserlo PER CHI NON TI CONOSCE, io ti conosco e per me non sei assolutamente noiosa, anzi, porti sempre una ventata, è il caso di dirlo!, di freschezza, di gioventù e lo trovo molto amabile, solo che non sei sempre così, quando sei fra persone che non conosci ti chiudi nel tuo guscio che è veramente duro. È proprio perché ti sono amica che ti dico ciò che penso realmente, fermo restando che comunque il mio pensiero non è chiuso, ma soggetto a correzioni…ti dico solo ciò che io vedo se mi metto nei panni di una sconosciuta”Rita continua a guardarmi un po’ sospettosa, io aspetto che ci rimurgini sopra. Paola “ allora, secondo te, dovremmo muoverci in modo da provocare la reazione che vorremmo…ma non è un manipolare una persona così? Un tentare di cambiarla?” “Assolutamente no, non lo vedo come un plagio, ma come un’opportunità per lui di reagire se ne ha voglia…è come un gioco, una partita a scacchi… tu fai una mossa e lui un’altra in risposta. Io lo vedo in questi termini. D’altra parte, non è forse vero che se lui è seccato o arrabbiato di riflesso anche noi ci sentiamo un po’ a disagio e diventiamo più suscettibili?” Cristina “ bhè in fondo hai ragione, è vero, la tendenza ad assorbire l’atmosfera che ci circonda l’abbiamo!” “ Allora perché non sfruttare in positivo questa nostra tendenza! – dico io- teniamo vivo l’interesse del nostro uomo, cerchiamo di essere un po’ più dolci, comprensive, occupiamoci di ciò che lo interessa, facciamo in modo che gli piaccia tornare da noi, che quando non siamo con lui senta la nostra mancanza… “ “ E io??? Che faccio io???” esplode Rita “ Tu guardati intorno, cerca di guardare bene gli occhi che incrociano i tuoi: potresti trovare delle piacevoli sorprese, potresti intercettare uno sguardo che nulla ha da invidiare agli eroi dei tuoi romanzi, magari c’è già qualcuno sulle tue tracce e tu non te ne accorgi perché sei immersa ne tuo sogno…non si può trovare chi non vuole essere trovato…renditi accessibile” “ Ma sei proprio dura con me oggi, tu!” borbotta Rita e prosegue “ ma forse hai detto il vero, sai, l’altro giorno ero in terrazza che curavo i miei fiori, ad un certo punto mi sono resa conto che ero osservata: sai quell’imprenditore scapolo che abita nell’appartamento di fianco al mio? Bhè!mi stava fissando e quando mi ha salutata, sbadatamente ho fatto cadere un vaso, ho pensato di aver fatto una pessima figura, così ho risposto al saluto e sono tornata in casa, e adesso che mi ci fai pensare, ogni volta che esco lo incontro o che sta rientrando o uscendo, mi guarda, mi sorride salutandomi.. non so perché ma mi imbarazza ogni volta!” “ buon segno” dice Cristina “ahi ahi…vuoi vedere che ci siamo?” continua Paola sorridendo e io “ Allora la prossima volta, non evitare il suo sguardo, chissà che non sia proprio lui il tuo principe azzurro…”
RITA testo di ROSAROSSA