Conscio della mie limitazioni di maschietto verso il mondo femminile, di cui poco conosco, mi sono voluto produrre in questo omaggio alle Streghe moderne. L'ho volutamente lasciato corto per non annoiare ma se qualche fanciulla sente il bisogno e la voglia di aggiungere qualche pezzo al racconto ogni vostro apporto sarebbe molto gradito.
STREGA
-Non ce la farai mai, pensa a realizzare qualcosa di concreto invece di stare con la testa tra le nuvole, ormai sei adulta e devi sistemarti-
Sorrise malinconicamente mentre lasciava che quelle parole, lanciate come frecce, le scivolassero addosso invece che trafiggerla. Le ci erano voluti anni di duro allenamento per imparare a non farsi colpire dagli strali che i bravi cittadini, integrati nella società civile e uniformati ai suoi usi e costumi, le lanciavano per ferirla. Usavano le parole come lazzi invisibili, funi con le quali imprigionarla e ricondurla nella folta schiera delle persone normali, dei rispettabili. Ci provavano sempre, faceva parte del gioco. Quando era piccola i suoi genitori e il fratello, poi i vari fidanzati e ora i colleghi di lavoro. Facevano di tutto, probabilmente inconsapevolmente, per annientare la sua energia, per imbrigliare quella forza che da lei emanava e che li spaventava: sminuivano i suoi progetti, la colpivano nel suo amor proprio tentando di farla sentire un'inetta, facevano paragoni con altre ragazze a loro parere più brave. Era il suo destino, lo sapeva, il destino di chi, come lei, portava come un fregio, come un meraviglioso gioiello, la forza della grande Madre. Un tempo la stessa società che ora la derideva l'avrebbe condannata ad essere arsa sul rogo: un gran passo avanti della civiltà. Rise tra sè a quel pensiero, sorseggiò l'ultimo goccio di caffè dalla tazzina posata innanzi a lei sul tavolo di quel bar del centro e alzandosi di scatto fece capire al padre che il loro incontro terminava in quel momento.
- Grazie del tuo tempo papà, salutami la mamma-
Lui sbuffò spazientito, infastidito da quella figlia che proprio non si lasciava ammansire
- Ecco, con te non si può parlare, appena ti si dice la verità scatti e te ne vai. Se non vuoi sentire qualcosa ti tappi le orecchie, come i bambini-
Lei sorrise dolcemente, era inutile perdere tempo a produrre altre spiegazioni che non sarebbero state recepite. Fece il giro del tavolo e lo baciò teneramente sulla testa
-Scusami, non è per quello, ho un appuntamento di lavoro e sono già in ritardo. Riguardati-
La guardò allontanarsi sconsolato chiedendosi come mai non fosse stata come il fratello: lui si che sarebbe diventato qualcuno.
Lei si girò un'ultima volta per donare un sorriso a quell'uomo brizzolato che la osservava con gli occhi dello sconforto. Aveva deciso già da tempo che era tanto inutile odiarli quanto tentare di spiegare, inutile sprecare energie preziose con loro. Amarli dell'amore della Madre sarebbe stata la reazione più giusta da contrapporre alla loro ignoranza. Ci vuole un grande potere per non odiare, un potere smisurato per Amare, un potere che solo la Madre può dare.
Ancora qualche passo veloce tra la gente che affollava il centro e l'uomo che era suo padre e il bar al quale poco prima erano seduti assieme sparirono dietro a un angolo.
Eppure, pensò velando la mente con un'ombra di tristezza, quante sue sorelle si sarebbero ancora fatte influenzare da quella società, quante avrebbero dato retta ad amici, parenti, fidanzati o colleghi, quante avrebbero rinnegato la forza della Madre per uniformarsi alla "vita civile" e quante ancora si sarebbero arrese credendosi povere inette, donne inconcludenti che non avrebbero concluso nulla nella loro vita, quante sarebbero cadute in depressione imbottendosi di psicofarmaci per star bene, o sarebbero finite a fare le casalinghe sfornado teglie di lasagne, alla domenica, e attendendo il ritorno del marito, alla sera, per accoglierlo con un bacio sulla guancia e la cena pronta in tavola o, ancora, avrebbero perso la speranza imprigionate tra le sbarre di un lavoro poco gratificante ma socialmente accettato, in una carriera che avrebbe loro aperto le porte della società ma sbarrato quelle della percezione. Quante? No, lei doveva essere più veloce di quella forza viscida e strisciante che s'insinuava subdola nella loro coscienza . Doveva trovarle, una a una e dirle la verità, insegnare loro a sentire la voce della Madre urlare forte nel loro cuore, portarle il suo messaggio: non c'è nulla di sbagliato in voi. Siete meravigliose portatrici di una forza straordinaria che spaventa perchè tutto travolge e tutto trasforma. Affidatevi a Lei e potrete tutto nella vita, non credete a chi vi dice il contrario, chiunque esso sia! Voi siete sacerdotesse della bellezza, donne di potere, mie sorelle: meravigliose e forti Streghe. Dee.
Strega testo di Rodolfo