A mia madre, a mio padre

scritto da Stefano de Girolamo
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo Stefano de Girolamo
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Una canzone che ho scritto per i miei genitori qualche mese fa
- Nota dell'autore Stefano de Girolamo

Testo: A mia madre, a mio padre
di Stefano de Girolamo

Parlo di droga con mio padre

Di ansia con mia madre 

Parti del corpo malandate

Relazioni rovinate 

Scelte da non fare 

Brutte conseguenze schivate

Annate in solitudine accettate 

Certezze ritrovate 

Pezzo dopo pezzo sotto il cielo d'ottobre

Di punto in bianco il gelo nella conversazione 

Il viso da rimprovero, freddo 

Capisco che il passato che conoscevo era neanche un assaggio del suo tormento 

A ventisette sale su, sperando in un futuro meno incerto 

Senza sapere cosa il destino per lui avesse in serbo
Sogni e speranze nel cassetto cominciano ad ammuffire
E secondo me la fiducia di mio nonno da ricucire

So che ti vergogni della tua 5°elementare ma per l'arte e l'educazione che mi hai trasmesso tu sei un dio da rispettare 

Ora che sono grande non ho più molte domande
La rabbia del tempo ormai distante, ciò che di veramente importante da  insegnare ora lo sento come pezzo mancante 

Azioni pratiche, cose da padre, da aggiustare, da smontare, la sicurezza che quando meno te l'aspetti viene a mancare
Le insicurezze che da adolescente bloccano le esperienze come i raccolti e le tempeste

Matrimonio da divisi, non so quanto fossero decisi, solo pochi piani erano definiti e condivisi
Sperare per me una vita senza troppi sacrifici

È normale, genitori e figli, ma la pressione di ciò che per loro è stabile mi fa andare di antidepressivi

Caterina, sei cresciuta conoscendo prima la parte negativa potendo solo immaginare la serenità che ti meritavi da bambina
L'amore che hai tenuto per me e che ti ha fatto autodistruttiva, spari confusione proiettili una minigun

Dopo 7 anni diventi una voragine d'amore
Sei disposta ad accogliere anche se marce le persone
Attirando la peggio merda in circolazione permettendo di rubare il tuo splendore Lasciando dentro di te solo da corrodere

So che ti colpevolizzi per come sono
Ma da te imparo a volare con i miei difetti
Vedendoli come un dono
Tu sei un orgoglio per me nonna e nonno
Mi hai cresciuto e dato un tetto senza rimetterci l'osso del collo

Ora dormi, rilassati, prendi sonno

A mia madre, a mio padre testo di Stefano de Girolamo
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