A un neonato, che non lo riconoscerà
A un bambino impaurito, per rassicurarlo
A un ragazzo, per ringraziarlo di avermi ceduto il posto
Al maleducato che sfreccia sfiorandomi col monopattino, augurandogli batteria esaurita in tre nanoecondi
All'automobilista che mi ha suonato, per mandarlo a fanculo, ma elegantemente
Alla signora che mi saluta, anche se non ho la più pallida idea di chi sia
A mia figlia, per dirle ci sarò sempre
A mia madre, alla ventesima volta che mi chiede ma tu chi sei
A mio padre, prima che chiudano la bara, sperando sia un arrivederci
A me, anche se non so bene perché
E a te che leggi, un sorriso per augurarti una vita spesa bene, lunga o corta che sia.