Marzaiola, la primavera nel becco

scritto da giorgiog1
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Testo: Marzaiola, la primavera nel becco
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Nelle nostre zone umide è già comparsa la marzaiola (Anas querquedula), piccola anatra migratrice dell’ordine degli Anseriformi e della famiglia degli Anatidi. Il suo nome scientifico, querquedula, è un’onomatopea che richiama il verso secco e ripetuto del maschio.
La marzaiola compie una delle rotte migratorie più affascinanti del Paleartico.
Dall’Africa centrale risale il Sahara, attraversa il Mediterraneo, i Balcani e l’Italia, fino a raggiungere l’Europa orientale, dove si riproduce. Alcune popolazioni si fermano anche nel nostro Paese, soprattutto in Pianura Padana e in poche altre aree umide idonee.
La migrazione autunnale è meno evidente: la specie appare più rara, probabilmente perché compie il viaggio verso i quartieri di svernamento in un unico, lunghissimo volo. I primi arrivi in Senegal, infatti, sono registrati già a inizio settembre.
La marzaiola è un’anatra di superficie poco più grande dell’alzavola. Il maschio in abito nuziale è facilmente riconoscibile per la mezzaluna bianca che dall’occhio arriva alla nuca, il capo bruno, il dorso grigio-azzurrognolo e il caratteristico ocello azzurro sulle ali, contornato di bianco. Le femmine, più mimetiche, presentano tonalità brune e meno contrastate.
Il becco è lungo, grigio uniforme, con bordi lamellari che facilitano il filtraggio del cibo. Le zampe, con tre dita unite da una membrana natatoria, la rendono agile in acqua.
Il volo della marzaiola è veloce, diretto e sorprendentemente silenzioso. Decolla in verticale con un balzo, senza rincorsa. Durante la migrazione forma stormi numerosi e compatti, vere e proprie “nuvole” che cambiano forma e direzione con grande rapidità.
Specie confidente e poco timorosa, la marzaiola trascorre gran parte della giornata riposando tra la vegetazione o sui massi. Si attiva soprattutto al crepuscolo, quando va alla ricerca di cibo: piante acquatiche, erbe, insetti e loro larve, piccoli crostacei, molluschi, vermi e girini. Non si immerge mai completamente, limitandosi a immergere il capo.
Le coppie si formano già nei quartieri di svernamento, ma la riproduzione inizia a fine aprile. Il nido, semplice e ben nascosto tra erbe fitte e gerbai, è costruito dalla femmina in una concavità del terreno vicino all’acqua e rivestito di lanugine scura e piumino.
La covata comprende 7–12 uova color crema, incubate per 21–23 giorni. I pulcini lasciano il nido dopo circa sei settimane.
Durante il corteggiamento il maschio nuota attorno alla femmina con le scapolari spiegate e le penne del capo sollevate, emettendo un verso secco e ripetuto, simile a krrrt-krrrt o krek-krek.
La marzaiola ha lasciato tracce nel linguaggio popolare europeo.
In Italia è chiamata anitrella d’estate (Lazio), sarslot (Piemonte), canarella (Romagna), circaredda di Spagna (Sardegna), papparedda (Sicilia). In Europa diventa sarcelle d’été in Francia, cerceta carretona in Spagna, garganey in inglese, Knakente in tedesco.
La specie è oggi in cattivo stato di conservazione. Il principale fattore di minaccia è la perdita delle zone umide idonee, ambienti con vegetazione rada e acque dolci o salmastre, sempre più rare e frammentate. Le difficoltà aumentano anche nei quartieri di svernamento africani e lungo le rotte migratorie.
Le testimonianze storiche raccontano un’altra abbondanza: Savi descriveva laghi e stagni “brulicanti” di marzaiole tra febbraio e marzo, mentre Arrigoni degli Oddi notava la loro preferenza per paludi isolate e acque dolci, più che per gli estuari salati.

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