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Na cocchie à cunfessate le peccate
a San Filippe Neri: na calunnie
contre a nu giuvenotte fidanzate.
Puverille, da tutte mal guardate!
Da lu Sante na bella penitenze:
«Purtate na halline tutte nude!
Da la case a la chiese
cuscì aveta fà’:
le penne le štaccate e le iettate
a ll’arie qua e llà.»
Arrive la halline belle e nude;
lu Sante dice: «Grazie!
E mo la štessa vì ve tocca fà’
p’arcojje a une une
le penne ch’à vulate.»
«E coma se po' fà’ p’aretruvarle?»
«E come la resficche la calunnie
passate pe’ la vocche de la ggente?»
Proprie na curtullate!
Ma finalmente l’à capite. Scuse
e po’ lu pentimente.
E scì, pecché nn’abbašte
a štà ficcate sempre pe’ le chiese!
Vasto, 28 dicembre 2015
TRADUZIONE
San Filippo e la calunnia
Una coppia ha confessato il peccato /a san Filippo Neri: una calunnia /contro un giovanotto fidanzato. / Poveretto, da tutti mal guardato. / Dal Santo una bella penitenza: / «Portate una gallina tutta nuda! / Dalla casa alla chiesa / così dovete fare: /le penne le staccate e le buttate / all’aria qua e là.» /
Arriva la gallina bella e nuda, / il Santo dice: «Grazie! / E ora la stessa strada vi tocca fare / per raccogliere a una a una / le penne che sono volate.» / «E come si può fare per ritrovarle?» / «E come la rimuovi la calunnia / passata per la bocca della gente?» / Proprio una coltellata! /
Ma finalmente l’hanno capito. Scuse / e poi il pentimento. / E sì, perché non basta / stare piantati sempre per le chiese!