Un'assenza apparecchiata per cena

scritto da Ernest
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 20 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Un'assenza apparecchiata per cena
- Nota dell'autore Ernest

Testo: Un'assenza apparecchiata per cena
di Ernest

Perchè a te devo
una raccomandazione
per le ore raccolte velocissime
che a cospetto di radici piangenti
La nostra menzogna
non sfibrerà
questo ritratto
-Mi fiderò quindi-
Sto frigidamente
perdendo il gusto
di ossigenar la razionalità
come se distaccato
catastrofico
virtuoso stoicismo
mi avesse violentemente
donato
al perbenismo
Aggrappato alla vita
da occhi scarni
come calvizie
su un fisico mutilato
Allontanato
pericolosamente
da acquietati calmi
pensieri
su picchi di onde
decrescenti
che adagiano il mare
fino
all'omogeneità incolore
E'un ricamo di fortuna
se non vedo
righe rarefatte
di gallerie senza spettri
abbreviare la mia mente
su abbondanze deficienti
Conviene ora l'istinto
con la sua semplicità primitiva
la stessa
che porta fin quì
sulle fratture di un fossile
miracolosamente salvato
la nostra ascendenza
Raschio così
calda ancora
la vita
di una rara natura
che riesce perfettamente a girare
Il sangue cola
dalla voracia
sull'estremità delle labbra
e la lingua confusamente
raccoglie lo spreco
finchè il sangue non si secca
sulla pelle ustionata
Ripongo in te
amico mio
precisazioni erranti
su domande indagatrici
di pagliacci annoiati
Innamorandoci
della nostra assenza
in un esilio necessario















































Un'assenza apparecchiata per cena testo di Ernest
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