Le donne, durante l'età repubblicana della nostra antica Roma, erano poco libere. Avevano pochi diritti, e tra questi vi era sposare degli uomini romani che potevano permettergli un futuro migliore. Erano sottomesse al loro padre fino al matrimonio.
- Nota dell'autore RameReacher
Testo: Antiqua Roma di RameReacher
La luce del mattino brilla speranza, e oltre la chioma indistinta di querce e ulivi, delle semplici donne che di tunica vestono, danzano in cerchio attorno ad un nespolo.
Come le sue preziose donne, Roma scintilla eterna bellezza, radicando nel suolo suo passione, incanto, allegrezza.
I loro capelli, adornati coi fiori le loro labbra, dipinte di colori, gli occhi luminosi.
Elle si preparano per il primaveril banchetto, deste a incontrar uomini, che per loro destinano futuri fiammei. Frutta, candele, dolciumi e capretti: costumi romani serviti ai banchetti, c'accrescono brama lussuosa delle donne dai capelli fioriti e dai setosi, bianchi vestiti.
Infranta la legge, bere e mangiare potevan fin quanto gli uomini loro lasciavano: felici e sorridenti, s'auguravano ''felice matrimonio'', arrangiandosi veli e coroncine, dolci sorrisi finché morte non le separi dai romani futuri mariti.
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