Ecco la vostra poesia, autori maledetti...

scritto da Epicentro
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Poeti delle mie balle.
- Nota dell'autore Epicentro

Testo: Ecco la vostra poesia, autori maledetti...
di Epicentro


Sai Dio, mi sento bene.
Certo lo so che tu ora non mi stai ascoltando, nè mai lo farai, ma mi piace parlare da solo. Almeno parlo con l'unica persona a cui interessa davvero ciò che dico. Secondo te esiste qualcuno disposto ad ascoltarmi? Davvero? Peggio per lui, a me non piace ascoltare gli altri e non mi aspetto che nessuno ascolti me.

Ecco le poesiole che qui vanno tanto di moda.

L'alba e il tramonto.
Il mio sguardo si perde nelle striature dorate che si fondono nel cielo di fuoco, dove un sole rovente mi scalda il cuore. L'immagine che mi si presenta dinanzi è uno spettacolo troppo intimo perché riesca questo repentino guizzo d'inchiostro impresso sulla rigida carta bianca, a raccontare la poesia e la musicalità di un'immagine ecc. ecc.

Guarda, leggo sempre su quel sito tante opinioni, le chiamano così, in realtà sono fesserie per scaricare la tensione e per parlare di sè, dove tutti sognano di essere poeti, così iniziano a sparare pensieri ricchi di sentimento e poesia. O almeno questo lo credono loro. Ancora non sanno che per fare la poesia non servono i paroloni o le frasi che incantano, ma l'innovazione e la novità. Un'opera d'arte non è data dai colori o dalle pennellate con cui è fatta, ma potrà essere considerata tale a seconda del periodo in cui viene eseguita e se porta un'innovazione nel determinato campo artistico. Insomma un quadro come "Le demoiselles d'Avignones" di Picasso non varrebbe nulla se fosse stato dipinto oggi, ma essendo nel 1907 un opera più che avanguardista è da coniderare un capolavoro. Ma è meglio non rivelare questo segreto ai falsi poeti, che poverini campano in buona fede di sogni, io stesso sono un sognatore, un Don Chisciotte presuntuoso che vive di duelli con mulini a vento, ma forse io sono l'unico sognatore consapevole di esserlo.

Ma comunque Dio, mi sento davvero bene. Sai ho fatto un esame poco soddisfacente, si è concluso con una sfiorata rissa con un professore; come se non bastasse ho perso un lavoro e non so cosa fare, e come reagire. Ma caro Dio sto bene, perché daltronde sono contento di ciò che m'è accaduto, di aver vissuto anche la peggiore delle situazioni. Sono felice di vivere, in qualsiasi maniera. Si trova sempre una soluzione, e l'idea che prima o poi ci si possa ristabilizzare, mi rende gonfio di speranza. Sapere che ho ancora la forza per leggere una poesia di Baudelaire, o vedere un film di Nanni Moretti, o anche solamente sedermi sul divano mi rende in pace con me stesso. Sono un materialista, è vero. Ma sono contento anche di questo. Dio sono felice che tu non esista. Sono davvero felice. E se ripenso al sito, sono soddisfatto della pioggia di insulti e incomprensioni che riceverò, perché neanche io ora come ora sono in grado di comprendere il motivo di tanta gaiezza e gioia di vivere. La voglia di scrivere e la mancanza di idee mi portano ad una confusione mentale che mi piace, mi verrebbe voglia di prendervi a parolacce, ma sono un signore. Basta, lasciatemi in pace.
Devo uscire.
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