Lo faccio.
Eh sì, l’ho promesso e lo faccio.
Mi apposto sotto casa tua, il sabato, che vai da mamma a farti stirare le camicie.
Mi apposto lì, dirimpetto al citofono, dove parcheggi l’auto, che ti ho detto mille volte che è incivile metterla sul marciapiede.
Aspetto che molli il tuo gioiello, quel gioiello che odio perchè tu lo ami, la tua adorata Stilo nera, coi cerchi in lega e la vernice metallizzata.
Scintillante, spero tu l’abbia appena lavata, quel sabato.
La voglio vedere brillare nel sole, splendida.
Ho comprato un taglierino, apposta per il suo luccichio, un temperino resistente.
Tiro fuori solo due tacche di lama, ho bisogno di fare forza.
Ho pensato mille volte dove e come: la portiera davanti, tutta la fiancata, il tetto, il bagagliaio....
Ho scelto: il cofano.
E lì, giusto nel mezzo, con caratteri squadrati, perchè la ‘O’ tondeggiante è difficile da incidere, e non mi va di essere imprecisa, in stampatello maiuscolo, tutti i caratteri grossi uguali, la mia vendetta sarà:
“TI ODIO”.
Avevo pensato un qualche insulto, ho tergiversato molto, mi piaceva “SEI 1 MERDA”; poi ho scelto di non essere triviale, ma assolutamente riconoscibile.
Quel che voglio è sputare il mio veleno di disprezzo, che troneggi e resti indelebile, quando viaggi e quando parcheggi, lo devono vedere tutti e subito.
Voglio sentire i tuoi “amici” che chiedano: chi è stato??!
E tu che rispondi: quell’idiota della mia fidanzata . Forse dirai ex.
Voglio sentire la lamiera stridere sotto la mia lama, la vernice che salta è il sangue tuo che fuorisce, le lacrime mie che non si asciugano, che non asciughi.
L’ho promesso, eh sì, io mantengo le promesse.
Da 9 anni dicevo che se mi avessi lasciata ti avrei rigato la macchina.
Ridevamo, era un gioco tra noi. Ma ormai non c’è più gioco nè più nulla da ridere.
Non volevo, neh, non avrei mai voluto, ma purtroppo ...
una promessa è una promessa!
La promessa è un debito testo di Laila