La gitana

scritto da bizzarre
Pubblicato 22 anni fa • Revisionato 22 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di bizzarre
bi
Autore del testo bizzarre

Testo: La gitana
di bizzarre


Deborah Masi, celeberrima campionessa mondiale di kick-boxing, aveva una strana passione. Quando non era impegnata in gare ufficiali soleva prendere parte a delle maxi risse femminili organizzate dalla ricca ed eccentrica signora Elide Sabelli. Gli incontri si svolgevano così. Un gruppo di femmine, di solito quaranta, si ritrovava all’interno della principesca villa della menzionata signora e, ad un segnale convenuto, si dava battaglia di fronte ad un pubblico d’appassionati che non perdeva un istante dell’eccitante spettacolo. Durante la caotica zuffa, le concorrenti potevano scegliere la propria avversaria e decidere, liberamente, quale tattica adottare.
Ma la cosa più strana era un’altra. Le partecipanti, comprese in un’età che partiva dai quattordici fino ai quarantasei anni, amavano vestirsi nei modo più assurdi. Non era raro vedere femmine abbigliate come dei galletti combattenti, altre da popolane, altre ancora in stile aristocratico e così via.
Un altro aspetto bizzarro della faccenda era rappresentato dal fatto che, nella trance della lotta, potevano incontrarsi concorrenti di diversa età. Qualche volta, infatti, capitava che una signora di quarant’anni fosse costretta a misurarsi con un’insolente e caparbia fanciulla. Naturalmente, alla fine della bagarre, coloro che erano riuscite a prevalere sulla diretta rivale ricevevano un lauto compenso. A Deborah non interessavano, di certo, i soldi. Lei partecipava alla lotta per il piacere di dominare una sconosciuta e, siccome le sue doti erano indiscutibili, questo era sempre accaduto. Fu così che quel sabato sera, vestita con il suo costume da tigre, che ne celava l’identità, si recò nella celebre villa. Era un’occasione speciale perché la signora Elide aveva annunciato la partecipazione di nuove combattenti. Questo eccitò i sensi di Deborah che pregustò una lunga notte a cavallo di una vittima mai vista prima di quel momento. Elide aveva appena raggiunto i suoi ospiti seduti su una tribuna quando le concorrenti guadagnarono il centro della sala adibita per la battaglia.
Il colpo d’occhio era affascinante. Le contendenti, pronte alla lotta, iniziarono a scrutarsi nell’intento di scegliere una possibile preda. La fase di studio durò tre minuti. Poi, a mezzanotte precisa, si diede inizio alle danze.
Fu il caos. Tra gli incitamenti dei presenti le partecipanti si azzuffarono immediatamente. Deborah non poteva credere ai propri occhi. Si era avvinghiata con una giovane gitana che stava tentando, sfrontatamente, di sottometterla. Con il cuore che batteva all’impazzata, la osservò minuziosamente. Era bellissima, dimostrava ventidue anni ed indossava un costume formato da una maglietta nera ed una gonna cortissima dello stesso colore sul quale erano cucite delle frange rosse molto conturbanti. Un viso caratterizzato da capelli corvini, tenuti indietro da un fermaglio viola, inoltre, incorniciava due profondi e splendidi occhi neri. Deborah, gongolante, si leccò i baffi. Le avrebbe fatto ballare il flamenco, il tango e la lambada per tutta la notte.
Erano passate tre ore dall’inizio della gara quando Deborah iniziò ad avere degli strani dubbi. In un atmosfera resa eccitante da momenti in cui nella sala erano rimbombate le note di un’ossessiva musica da ballo, alternati a momenti di silenzio, la campionessa aveva attaccato, ripetutamente, la sua rivale la quale, incredibilmente, era riuscita, sempre, ad eluderla. Insomma non c’era stato modo di sottomere la bella ed orgogliosa avversaria. Deborah pensò che fosse il caso di ricorrere a tutta la sua esperienza, anche perché, alle cinque del mattino, la signora Elide avrebbe messo fine alla gara e si sarebbe portata tra le partecipanti per verificare le vincitrici e le vinte.
La campionessa le tentò tutte, prese a forbice, cravatte, rotazioni veloci del bacino. Fu tutto inutile. La sua antagonista sembrava fatta di gomma. E alla fine successe. Deborah, esausta, si ritrovò con la gitana trionfante sulla pancia. Qualche minuto dopo la signora Elide, accompagnata da due belle assistenti, iniziò a girovagare tra le partecipanti. Giunta davanti alla gitana ed a Deborah, ignorando che sotto il costume da tigre si nascondesse la campionessa mondiale di kick-boxing, si rivolse ad una delle sue assistenti affermando.
- Scrivi sul verbale questo commento. La gitana ha domato la tigre.
Poi, rivolgendosi all’affascinante vincitrice, aggiunse. Signorina. Lei, come da regolamento, tra due ore potrà recarsi nel mio ufficio per ritirare il suo compenso.
Nella sala non c’era più nessuno quando Deborah, totalmente intontita e claudicante a causa di uno stiramento alla coscia destra, raggiunse l’uscita.
Non ci poteva credere. Quella moretta l’aveva battuta. Dolorante, sconfitta e avvilita, tornò a casa.
Il giorno dopo, di primo mattino, si recò in palestra e chiese di vedere la sua allenatrice, ovvero la signora Clara Monetti. Quest’ultima, preoccupata, la raggiunse immediatamente.
- Che cosa è successo?
- Signora Clara. Le devo chiedere un favore.
- Dimmi.
- Nelle prossime due settimane voglio allenarmi intensamente.
- Scusa, ma non ne capisco il motivo. Il tuo incontro valido per il mondiale si svolgerà tra due mesi.
- La prego. Mi accontenti.
Clara non capì, ma decise di esaudire il desiderio della sua prediletta.
Infine, un sabato sera, Deborah tornò nella villa della signora Sabelli.
Tutto procedette come da copione. Il pubblico, l’entrata delle lottatrici e la fase di studio.
Successe immediatamente. Deborah fissò la gitana che, con un sorriso malizioso, annuì.
La zuffa, tra le due, ricominciò.
Deborah, in buona forma, riuscì, rispetto alla volta precedente, ad impegnare di più la sua avversaria, ma quest’ultima, quando mancava mezz’ora alla fine delle ostilità, prese il sopravvento.
Deborah, infuriata, tentò di cambiare tattica e l’afferrò per i capelli. La gitana dimostrò di saperla lunga anche su quel terreno perché, a sua volta, afferrò la chioma di Deborah che fuoriusciva dalla maschera. Le due, strepitando, si attaccarono come due gatte selvatiche, ma quando l’isterica danza terminò Deborah ebbe, come il solito, la peggio. Poi la gara finì. Elide, una volta davanti alle due rivali, non poté che ripetere il commento precedente.
- La gitana ha domato la tigre.
Deborah tornò a casa fuori di sé.
Il giorno seguente convocò, nuovamente, la signora Clara la quale, decisa, le chiese cosa stesse succedendo.
E alla fine Deborah fu costretta a tirare fuori il rospo.
Clara rimase di stucco, ma, da donna navigata qual’era, consigliò la sua beniamina.
- Capisco ciò che provi, ma devi lasciarla stare.
- Che cosa?
- Capita a tutti di incontrare la classica bestia nera. Ritieniti fortunata perché, grazie al tuo costume, nessuno ti ha riconosciuta.
- Sta forse scherzando? Tra quindici giorni tornerò nella villa ed infilerò le mie unghie nella schiena di quell’insolente.
- Fai ciò che vuoi. Però, poi, non dire che non ti avevo avvertita.
Deborah, nei giorni seguenti, si allenò in maniera sistematica. Non c’erano dubbi. La sua forma era perfetta.
Anche questa volta giunse il grande giorno.
Deborah e la gitana, come il solito, si ritrovarono avvinghiate.
Non poteva essere. La gara stava finendo e la gitana stava vincendo. Deborah, impazzita, invitò la sua avversaria ad una gara di kick-boxing. La gitana, con gli occhi brillanti, accettò e le due, come da regolamento, dopo aver raggiunto un espositore sito sul muro, indossarono due paia di guanti neri. Ora potevano iniziare. Deborah partì con un calcio allo stomaco, ma la gitana parò il fendente e, incredibilmente, la colpì, proprio con un calcio, sulla pancia.
Deborah, infuriata, ritentò più volte ottenendo, sempre lo stesso risultato. Poi proruppe con un destro-sinistro, ma la gitana si mosse velocissima evitando la minaccia. Deborah, invece di desistere, tentò un ultimo assalto, ma, a quel punto, la gitana, molto più fresca, realizzò il suo capolavoro. Iniziò a colpirla con una serie di combinazioni, dirette al volto, di rara velocità ed eleganza. Deborah, mentre la sua avversaria continuava a colpirla, andò a finire, senza alcuna difesa, contro il muro fino a che, esausta, cadde, come un burattino senza fili, a terra.
La vincitrice, trionfante, le si sedette, ancora una volta, sul ventre.
La signora Elide operò il solito controllo e, notando che Deborah era piuttosto frastornata, decise di cambiare il commento.
- La gitana ha distrutto la tigre.
Poi, preoccupata, ordinò ad una delle sue ancelle di farla visitare dal medico sportivo.
E non ci crederete. Deborah fu messa su una barella e trasportata al piano di sopra.
Un ora dopo Elide fu convocata dal dottore.
La signora Sabelli pensò ad un’allucinazione. Di fronte a lei, senza più la maschera ed ancora molto confusa, si stagliava Deborah Masi, ovvero la campionessa mondiale di kick-boxing.
Elide, dopo il primo momento di incredulità, da donna furba qual’era, capì di aver realizzato un colpo eccezionale.
Ordinò al dottore di non parlarne con nessuno ed escogitò il suo piano.
La signora Clara stava seguendo il TG serale quando che la presentatrice annunciò uno straordinario servizio appena giunto in redazione.
Annoiata pensò che si trattasse del solito caso riguardante la corruzione e si sdraiò stancamente sul divano. Quando il filmato iniziò, però, capì che era qualcosa altro.
Un sipario nero apparve sullo schermo e, quando si alzò, svelò una scena incredibile. Adagiata su un amaca e abbigliata con il costume tramite il quale aveva vinto la gara, si intravedeva, sensuale e trionfante, la gitana. Sotto, invece, abbigliata con una paio di orecchie da coniglietta, si notava Deborah, spaurita ed impacciata.
Intorno a lei, dieci splendide fanciulle poste gattoni, mostranti i loro splendidi sederi nudi ed abbronzati, formavano, ossessivamente, delle figure provocanti e maliziose. Clara non cadde a terra solo perché era seduta. Lo spettacolo, intanto, andò avanti. La signora Elide, accompagnata da un sottofondo musicale ironico, raccontò, coadiuvata dalle immagini visibili in un riquadro dello schermo, come la gitana aveva messo K.O. Deborah Masi e, raggiante, consegnò, alla bella moretta, la fascia di nuova campionessa mondiale.
Il mattino seguente fu il caos. I quotidiani esaltarono la vittoria della gitana che raggiunse, in pochissimo tempo, una fama incredibile.
Clara Monetti, dopo quella nottata, impiegò un mese per riprendersi, mentre Deborah Masi decise di abbandonare, per sempre, l’attività agonistica.
Fu così che la bella gitana strappò, inverosimilmente, il titolo di campionessa mondiale di kick-boxing alla affermatissima Deborah Masi.
La gitana testo di bizzarre
0