Cara

scritto da Marcel Brendy
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo Marcel Brendy

Testo: Cara
di Marcel Brendy

Cara. E scriverti una lettera
d’amore. No: sono un poeta. Io navigo. Dell’amore
non so nulla in
più di un pipistrello
spaventato. Navigo:
dell'amore nulla.
Cara, scriverti una notte di stelle, un pianto
che scintilli di preghiera. perché
le stelle leggono nell’anima
dei poeti,

nuotano anche dentro le
mie braccia,
e le sollevo a stento: l’amore
pesa più del fuoco.

Cara e portarti dove la tua
anima baleni di paura, in quel buio che
ti tiri al
mento per non temere
più l’inverno.

Stelle, lo so. Imprudente!
Ora temo la rivolta di Giove,
che si tramuti in toro e ti seduca,
perché non so davvero stupirti.
Cara, e se poi
ne venisse fuori un albero,
una quercia ben congeniata con ghiande un ghiro
pensoso ai piedi, potrei, tra una parola
e l’altra
fissare con i chiodi
del sempre
un cavaliere un drago un drago un castello,
dire per sospetto:
è solo poesia.


Ma comprendere
le geometrie degli astri, no, non è affare
di poeti. Sono le stelle
a fare il lavoro sporco. Perchè
accecarsi, allora?
Orbitano
dentro i nostri racconti, quando stanchi
lasciamo che la notte cosparga di oli
poco pregiati i nostri piedi
miserabili.

Lo fanno gli innamorati. Sono loro

che scrivono le astronavi
e la speranza ed io non so cosa sia l’amore. Ma
uno spiffero i capelli
adesso:
quel giorno
di binario e miraggio,
e trasformasti
la mia anima in un campo di
segale.

Cara
Ma potrei far ondeggiare il
tuo respiro in uno scambio di battiti e di mari. Chiedere a
giove
che diventi piccolo. Un’inezia di
di inchiostro sul registro dei
campanili.


Ed entrare
nello studio del maestro, chi mi riconoscerebbe?
rubarti fra le righe
una
notte all’Opèra.

Cara testo di Marcel Brendy
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