Testo: Incubi su un quaderno nero pece di Timo Degliul Timiul
Lo sgranarsi dei rosari che fanno cantilena tra le screpolature della notte con una luna che va in frantumi.
Danzano le locuste all’assalto dei campi fioriti nascosti tra le tempie.
Il caviale su una collina di ghiaccio sotto a un sole senza filtri ricchezza effimera per appetiti malaticci.
Una bocca che s’apre bisbigliando parole incomprensibili, da tanto tempo, da così tanto che si rifiuta di darsi limiti.
Le mie orecchie ormai sono mucillagine come la cera calda delle candele le stesse che si metteranno a cerchio quando rimarrò senza parole tra le risate dei falliti e il disprezzo dei savi in una pavida resa al passeggiare della natura.
Incubi su un quaderno nero pece testo di Timo Degliul Timiul
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