Novanta

scritto da Paolo Casabianca
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo Paolo Casabianca

Testo: Novanta
di Paolo Casabianca

Seduto su una panchina arrugginita di un terrazzo abbandonato.

Un cane di taglia grossa abbaia cercando di spaventarmi, mentre le auto giù sulla strada percorrono il loro cammino verso la fine.

Manifesto di morto bagnato da pioggia di amianto.
La grande madre ha lasciato la terra dopo novanta primavere.

Quella vecchia signora inconscia dei ricordi che ha lasciato, guarda dall'alto senza occhi e i tetti delle case nudi e senza pudore, proteggono teste inosservabili, ma facili di immaginazione.

Le scarpe da ginnastica puzzano di pipì di gatto e l’orologio che ha al polso è fermo già da un po'.

I polmoni piangono, piangono di un sangue nero.

 E il vomito è giallo, giallo come i petali di un girasole

Sembrava infinita, come la cenere del camino, come il sapone liquido da un litro per le mani.

Una casa è composta da tavole lunghe ricoperte da tovaglie di fiori, un mazzo di carte napoletane vissute e un fuoco vivo che riscalda una morta poltrona vuota, ma piena di tarli.

Novanta testo di Paolo Casabianca
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