Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Dove sei finito figlio dell'Uomo?
Con quei quattro cartoni come mura
Sopra cui sta scritto
Come un crudele sberleffo
"Fragile" più l'immagine di un bicchiere rotto
Quanto invece è indistruttibile
La tua volontà di vivere
Un gradino duro
Di un negozio sfitto
Usato come letto
Farebbe proprio testo
Sopra un manuale di Feng Shui
Non hai barriere tu
E un'eredità da lasciare a qualcuno
Casa tua è il mondo
La vita il tuo più grande bene
La coperta pisciosa
Troppo corta
Per nascondere quel calzino bucato
Ti ricorda che anche tu sei stato bambino
E hai camminato scalzo
Quel cappello che sdrucito
Ti penzola dalla mano
Chiede solo un po' di conforto
Ad un passante sovrappensiero
e ignaro del freddo mattutino
Come me che camminando
A passo lungo mi sforzo
Di frugare nel taschino
Per un euro di troppo
E lo butto senza guardare affatto
Se non fosse per l'Uomo Vitruviano
Inciso sul vile metallo
Il genio che l'ha immaginato
Nel suo essere perfetto
Mi chiedo cosa penserebbe
Dopo tutto questo tempo passato
Se il misero sono io o chi mi sta di fronte
Entrambi figli di uno stesso Uomo