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Volevo postare un pezzo ma chat GPT me l'ha stroncato, dicendo che ci stanno immagini cliché e situazioni trite e ritrite. Me l'ha valutato 6,5 a voler essere generosa. Così ho deciso di non postarlo per non annoiare il pubblico, poi però ho cambiato idea: non la voglio dar vinta a quella stronza artificiale che si atteggia sul piedistallo, ed eccolo:
Il bicchiere
Ieri ho preso dalla mensola un bicchiere, forse molti ce l'avranno in casa, McDonald's lo regalava nel 1996, in occasione delle Olimpiadi di Atlanta.
Di colpo quel bicchiere mi trasporta all'interno della stazione Termini, sempre affollata e caotica, immensa. Avevo ventinove anni e mi sentivo già attempato. Il mio amico mi aspettava per un giro di Roma ma prima andammo al McDonald's per un gelato di quelli da mille lire. Andammo a Villa Borghese e poi alla Bocca della Verità, lui abitava al Testaccio e io sempre col bicchiere in mano, come un trofeo.
Ad avere tra le mani il bicchiere del 1996 provo una strana sensazione di smarrimento, lo stringo forte come per aggrapparmi a qualcosa che, in fin dei conti, non c'è più: uno spazio in cui coltivare sogni, progetti. La vita che sto vivendo è lontana anni luce da questo bicchiere che, ad un certo punto del giro di Roma, avrei voluto buttare via in qualche cassonetto ma, per uno strano gioco del destino, mi ritrovo ancora a spolverare.