Domenica pomeriggio.
La lista delle faccende domestiche sembrava non volersi esaurire: anche stavolta, addio cinema. La solita “catasta” di panni da stirare troneggiava sulla poltrona del salotto e lei, invece, si era addormentata sul divano.
Si svegliò di soprassalto, aveva fatto uno strano sogno,………non ricordava bene….. ah, sì….. si era trasformata in una……. tigre!. Assurdo e spaventosamente reale allo stesso tempo, come tutti gli incubi, del resto: aveva sentito distintamente la sensazione del pelo che le ricopriva piano piano il suo muso…….gli occhi che le si allontanavano dalla radice del naso…… aveva visto gli artigli che le spuntavano dalle mani ormai diventate zampe…….aveva provato una rabbia incontenibile che, come un ruggito, le esplodeva da dentro…Poi la mutazione si era compiuta.
Forte, possente, ora si muoveva con agilità per le strade cittadine, terrorizzando ogni essere che avesse la sventura di trovarsi nei paraggi. Ma non trovava pace, lei, la Bestia, vagava in cerca di una preda precisa….sete di sangue …..di vendetta….
Un brivido le corse lungo la schiena. Era da molto che non aveva incubi, precisamente dall’epoca della malattia e della morte di suo padre. Altro brutto periodo della sua vita, forse il peggiore. Ma, nonostante l’angoscia e la disperazione, in quei terribili mesi non le era mancata la forza di agire.
Adesso, invece, le mancavano persino le forze per preparare la cena.
I bimbi litigavano di là nella loro camera.
Ripensò al sogno di prima: la rabbia che le montava da dentro, la Bestia ..forse era la versione onirica del suo desiderio di ribellarsi a quella vita frenetica e deludente .
Remissiva e timida fin dall’infanzia, classico tappetino sotto i piedi di colleghi e cosiddetti amici, per lei, sarebbe stato proprio una bella soddisfazione poterli terrorizzare un po’…... A cominciare, per esempio, dal suo direttore, vecchio dirigente di stampo hitleriano, lui così autoritario e imponente, con tutte le sue martellanti richieste: orari impossibili, progetti, valutazione rapporto efficienza-efficacia, relazioni, aggiornamenti, riunioni interminabili e inconcludenti…..
Avanzare verso di lui con passo regale e morbido, assaporare la sensazione di onnipotenza che dà la consapevolezza della propria forza, fissarlo negli occhi e leggervi finalmente il terrore, mostrargli i lunghi canini aguzzi e alla fine spiccare un balzo felino e atterrarlo con una bella zampata, là, dietro quella megascrivania immancabilmente lucida, come la sua testa calva. Per una volta avrebbe potuto specchiarsi in quella “pelata” senza che le sembrasse di intravedere, riflessa, la propria immagine con la solita espressione sottomessa, quasi un po’ ebete.
In quel momento, però, non si sentiva proprio una tigre.
Forse, al massimo, un gattone randagio di ritorno da una brutta zuffa, ecco, questo poteva essere un paragone azzeccato: le ossa rotte, gli occhi gonfi e pesti…….Si alzò a fatica dal divano,…. altro che balzo felino.
S’infilò le ciabatte e, dribblando l’asse da stiro che sembrava l’aspettasse al varco, si trascinò in cucina per arrangiare la solita cena improvvisata: minestra con il dado, due uova al tegamino, due pomodori in insalata.
In cucina era una schiappa: amava mangiare, quello sì, ma non amava cucinare piatti elaborati. Tutto pronto in cinque minuti: queste erano le ricette che lei preferiva.
Bastava non dover passare del tempo ai fornelli, e lei di tempo non ne aveva mai.Tanto suo marito mangiava di tutto, mentre i figli, piuttosto inappetenti e monotoni, non gradivano i suoi esperimenti e protestavano ogni volta che nel piatto trovavano qualche novità.
Chiamò i bimbi a cena.
Le due piccole pesti, ora, stavano litigando anche a tavola: era così stanca che non aveva nemmeno voglia di intervenire.
Trangugiò velocemente quello che aveva nel piatto, mise quei pochi piatti e i due tegamini nell’acquaio, li avrebbe lavati l’indomani.
Domani? Ma domani sarebbe stato lunedì! Si accasciò, sulla sedia con la testa tra le mani. In salotto la diatriba continuava davanti al televisore: il possesso del telecomando era al centro del contenzioso.
Piatti da lavare, panni da stirare, liti da sedare, relazioni da terminare…….
Decise di mettere a letto i figli e di chiudere gli occhi sul mondo.
Sperando di trasformarsi in una tigre, almeno in sogno.
la tigre testo di doroty