“Boh :
Mica son poesie, le tue !
Dov’è la metrica ?
Gli accenti giusti, i tempi ?
Credi di fare il poeta
Soltanto perché rientri a sinistra
Ogni volta che sputi una frase !
Lascia perdere.
Leggi di più.
Studia di più.
Scrivi meno.”
Questo mi dicevi.
E avevi anche ragione.
Tu intanto, bravissimo, continuavi
Il tuo romanzo.
Eri uno scrittore, tu.
Non uno che vende fumo in giro,
perché questo io facevo :
vendevo.
Libri, negozi, idee strampalate,
strane situazioni…
Poi, a tempo perso,
buttavo parole/avanzi di giornata
sui fogli bianchi illuminati del pc.
Rientrando rigorosamente
A sinistra.
Sempre.
Però ti si contorceva lo stomaco
A vedermi uscire con certe ragazze.
“come fai ?”, mi domandavi
con l’odio impiccato sulla lingua.
“scrivo rientrando a sinistra.
E poi : Regalo. Tutto qui.
Funziona: mi dicono quasi sempre di sì”.
Il tuo manoscritto intanto
Somigliava sempre più
A Marlon Brando in Via col vento :
Non c’era (era Clark Gable quello, amico !).
E, ma tu
Ne parlavi, parlavi, parlavi…
Un tono altissimo, il tuo.
Non riuscivo nemmeno a guardarvi negli occhi
Tanto stavate in alto,
tu & il tuo tono.
E dicevi che la narrativa russa era morta e sepolta.
Quella americana roba vecchia.
Quella italiana ti sapeva di calli non curati.
Quella orientale e africana
Scoperte dell’acqua calda:
mai nessuna novità.
La novità grandiosa
Stava tutta tra le pagine del tuo romanzo.
Il resto era merda scritta con le mani
Anziché col culo.
Bé,
io ti ascoltavo.
Mi eri anche simpatico
Quando non parlavi d’arte.
Certe sere, mi ricordo,
avverti la piacevolissima sensazione
che non sapessi proprio tutto.
Tutto tutto - Tu.
Stamattina mi ha fatto piacere ritrovarti.
Un caffè insieme come ai bei tempi.
Un caffè aromatizzato alla cannella per te,
Uno semplice per me.
“sai che sono quasi alla fine ?”
mi hai detto.
“eh ?”
“alla fine. Del romanzo, intendo”.
“ma quale ? quello cominciato 13 anni fa ?”
“no, quello è roba vecchia, ormai.
Non l’ho neanche finito.
Questo è una bomba.
Ne sentirai parlare.
Molto. E presto”.
Ehi, in bocca al lupo, allora !
Poi sono arrivato in ufficio.
Ho aperto il pc
E ti ho dedicato questa.
Rientrando sempre
Rigorosamente
A sinistra,
Come tu ben sai.
Qualcuno si accontenta di un semplice rientro
A sinistra.
Qualcuno no, non sorride finché non cambia il mondo.
Intanto
Il tempo passa,
Noncurante
Di rientri, metriche, regole artistiche,
rivoluzioni letterarie,
movimenti d’avanguardia,
te
o me.
Passa,
tra una gonna e l’altra
e quotidiane pause
e ritorni
di sole.
Il romanziere e il dilettante testo di simonebc