Indugia lo sguardo sul gorgo degli occhi: equoreo accesso, ingorgo, recesso schiuso all’ingenuo interludio del giorno, all’inquieto ritorno tra mosaici di luoghi spersi, di sobborghi. Incubo o sogno - confuso prodigio in un luglio di porte serrate, dèmoni, luci e acque morte - è quest’ansia di lontananze, di sembianze distorte: inespugnate leggende di ali e voci risorte.
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