Sogno

scritto da Shanmei
Scritto 20 anni fa • Pubblicato 20 anni fa • Revisionato 20 anni fa
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Autore del testo Shanmei

Testo: Sogno
di Shanmei




Quando gli uccelli cominciarono a cantare – cioè ancora molto prima dell’inizio dell’alba – mi svegliai e ripensai allo strano sogno che avevo fatto quella notte, prima che sfuggisse del tutto e si perdesse nei meandri polverosi della mia anima come la maggior parte dei sogni della mia vita.
Era un sogno colorato, pieno di pace e di verde.
Non saprei dire in che ora del giorno mi trovassi ma ero in campagna, sotto un pergolato di rose ed edera rampicante. Una brocca di vetro azzurro con zigrinature blu e era piena di un liquido ghiacciato. C’era una tavola di legno e tante panche e un dondolo di vimini sul quale un gatto addormentato mi sembrava una ciambella mal riuscita.
Tutto intorno a me i rumori della campagna, le api che ronzavano, il vento che muoveva le pagine di un libro, un paio di occhiali abbandonato.
Accanto al pergolato una grande casa con aiuole di lavanda e un pozzo con un complicato ghirigoro di ferro battuto.
Era un sogno meraviglioso, un sogno in cui ero felice. Un sogno dal quale non avrei mai voluto svegliarmi. Il sole era tiepido, il profumo della lavanda dolce.
La casa era bianca, a due piani, con una targa di ceramica con dipinti dei limoni e un nome che conoscevo. Un nome famigliare e nello stesso tempo impreciso.
Erano le sensazioni che provavo però che erano nuove. In quel luogo mi sentivo a casa come in nessuna abitazione della mia vita.
Ero sola ma era come se fossi stata circondata da tanto amore, piacevole come un abbraccio.
Poi il rumore dell’alba. Il risveglio. La sensazione di voler restare aggrappati ad un sogno che sfugge via.
Mi alzai e andai in cucina. Una nuova giornata mi stava davanti piena di impegni più o meno piacevoli. Il sogno scivolò via e mi preparai per uscire.
Scesi a far colazione al solito bar davanti a casa mia. Arrivai in ufficio. A mezzo giorno pranzai alla mensa aziendale e poi uscii dal lavoro dirigendomi al solito centro commerciale per la spesa settimanale. Comprai detersivi, scatole di riso, surgelati, pacchi di scottex, cera per mobili e aggrottai la fronte cercando di ricordare cosa stavo dimenticando.
Fu allora che da lontano lo vidi e mi salutò.
Gli feci cenno dei sacchi per la spesa e lui mi indicò i suoi. Erano anni che non ci incontravamo. Ci sedemmo al bar del centro commerciale e condensammo tutto quel tempo in poche frasi e tutto tornò come allora. D’un tratto tutto era estremamente preciso, come in quel sogno, soltanto molto più chiaro.
Sogno testo di Shanmei
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