C'era una volta un bambino con un nome infelice: si chiamava Compleanno e il suo cognome era Buon. Tutti lo prendevano in giro per questo nome buffo che aveva, ed egli era molto solo e triste. I compagni di scuola lo trascinavano in bagno per picchiarlo a sangue e poi avvolgerlo nella carta igienica a mo' di pacchetto e gli gridavano nelle orecchie " Buon Compleanno!" talmente forte che alla sua tenera età già portava l'apparecchio acustico. Aveva anche un occhio di vetro che tra l'altro non era nemmeno della misura giusta e gli cadeva continuamente, ed i suoi compagni erano più veloci di lui a raccoglierlo per andarci a giocare a biglie. Dall'altro occhio ci vedeva poco ed era costretto a portare il monocolo, che era grosso come il fondo di una damigiana e talmente pesante che lo teneva apposto grazie ad una impalcatura intorno alla testa. Insomma, era proprio un relitto umano questo Compleanno Buon, e così solo, ma così solo che a volte andava a farsi picchiare apposta per essere meno solo.
Un giorno, Compleanno passeggiava infelice per le vie della città, rasentando i muri, e con lo sguardo basso, pensando a quanto sfortunato e infelice fosse. Ogni tanto l'occhio gli cadeva sul marciapiede (nel senso che l'occhio di vetro si sfilava dalla cavità per la quale sarebbe dovuto essere predisposto, e rotolava sul selciato). Mentre si accingeva a raccoglierlo per l'ennesima volta, alzo' lo sguardo e vide una bellissima bambina che gli sorrideva. istintivamente ricambio' il sorriso, e la bambina gli si presento! "Ciao, sono Cerika, la bambina di cera Tu chi sei?" "Io sono .....Buon Compleanno!" "Ma non è il mio compleanno" protestò Cerika. "no, no" ribatté compleanno "Buon Compleanno è il mio nome". "Che buffo nome! Ma come mai te ne vai in giro triste triste?". Compleanno si sfogo' con Cerika che si commosse a tal punto da piangere lacrime di paraffina.
Compleanno non si aspettava una simile reazione anzi: temeva che Cerika, come tutti gli altri, lo avrebbe schernito e lui sarebbe stato ancora una volta lo zimbello della situazione. Ma fu consolato dalla partecipazione di Cerika al suo dolore. Cerika e Compleanno diventarono ottimi amici; poi compleanno si innamoro' della bambina di cera, e quando si dichiarò scoprì di essere corrisposto.
Il giorno prima del compleanno di Compleanno, Cerika decise di fargli una sorpresa. Andò a parlare con i compagni di scuola per convincerli a non picchiare e strapazzare lo sventurato bambino almeno per quel giorno, ma a festeggiare con lui.
Loro conoscevano Cerika di fama; dopo tutto compleanno non faceva che parlare di lei, e le dedicava tutti i suoi temi e disegni. Già da tempo pensavano alla sorpresa da fare al loro "amico" per il suo compleanno, e quando si trovarono Cerika davanti stentarono a credere alla loro fortuna.
La mattina dopo, Compleanno arrivo' a scuola più mogio del solito: quel giorno, le prese in giro sarebbero raddoppiate, se non triplicate. Ma, nonostante le sue funeste previsioni, si vide arrivare in contro solo facce sorridenti che gli dicevano di avere una sorpresa per lui! Cos'era mai accaduto?
Si lascio' spingere e trascinare dagli altri bambini in un aula finché non vide una gigantesca torta di panna, così grande come non pensava potessero esisterne: era alta almeno 50 cm più di lui! Davanti a quello spettacolo rimase estasiato, e tutte quelle grida di gioia lo confondevano..... ma ahimè, quando alzò lo sguardo al disopra della torta, vide con sommo orrore la sua adorata Cerika di cera imbavagliata e impalata su un enorme stoppino infuocato che la faceva sciogliere; e le sue grida di orrore e di dolore si confondevano con quelle deliranti dei bambini felici.
Compleanno si buttò eroicamente alla scalata della torta per raggiungere e salvare la bambina di cera. Ma non appena arrivò in cima e le si attaccò per strapparla alla tortura, fu travolto dalla cera bollente che essa produceva sciogliendosi, e mori' abbracciato alla sua Cerika fondente ed agonizzante, mentre i compagni di classe festanti divoravano bocconi di torta e ridevano, complimentandosi per l'opera compiuta.
storia di buon compleanno testo di NAiMA