UN UOMO E UNA DONNA SI GUARDANO…..
Quella era una mattina come tante,come troppe.Nulla di speciale,all’apparenza:la colazione,gli accordi con il marito per gli impegni della giornata,il solito bacio sulla porta,il suo sorriso mal celava lo scontento.Valeria non ne poteva piu’ di quell’indifferenza quotidiana,della sua solitudine nella vita di coppia.Ed aveva deciso:sistemati i figli tra la scuola e la nonna, aveva infilato qualche indumento in un borsone,il suo libro,il suo inseparabile quaderno in cui annotava i suoi sentimenti quotidiani( “quaderno proibito”,lo aveva soprannominato, come il libro di Alba De Cespedes).
Era pronta a partire:avrebbe trascorso due giorni a Firenze, dalla sua amica d’infanzia Federica.Due giorni di chiacchiere in liberta’ , di svago e ,soprattutto, due giorni senza lui per capire e risolvere alcuni problemi che la angustiavano e per vedere quanto lei gli sarebbe mancata…
Accompagnati i bambini a scuola,torno’ a casa, rifece i letti, raccolse i giocattoli seminati sul tappeto,rigoverno’ la cucina e si preparo’:indosso’ un semplice golfino rosa ,una gonna nera,la sua pashmina preferita.
Alle nove era fuori di casa,decise di iniziare la giornata di liberta’ nel modo migliore: caffe’ al bar con annessa lettura del giornale….Mando’ un sms a Federica ,quindi spense il cellulare e parcheggio’ in stazione.
L’Eurostar era in orario,tutto stava andando per il meglio.Il suo posto prenotato era vicino al finestrino:prese il libro e il quaderno e attese la partenza del treno.Sentiva i pensieri piu’ leggeri ogni chilometro che il treno percorreva,la giornata soleggiata le iniettava una gran dose di entusiasmo….Inizio’ a scrivere le sue sensazioni sul quaderno quando si senti’ chiedere:”E’ occupato?”Dovette calarsi nuovamente nella realta’ e sgarbatamente soggiunse un “No, prego”.Cerco’ di riprendere la scrittura ma ormai ormai l’incantesimo era infranto.
Claudio sali’ sul treno contrariato :una trasferta a Roma all’ultimo minuto, non aveva fatto in tempo nemmeno a prenotare il posto,ma il capo aveva insistito:”E’ una riunione importante Claudio ,ed io ritengo doveroso che sia lei a partecipare in quanto autore di questo nuovo progetto…”, i soliti discorsi che si potevano tradurre in “ non ho trovato nessun altro disponibile…”Comunque due giorni lontano dalla monotonia dell’ufficio e dal suo nuovo stato di solitudine,dopo la fine della sua eterna storia con Laura, non erano poi una brutta prospettiva.La giornata di sole gli stava scaldando l’animo.Adocchio’ un posto libero e si sedette, estrasse il computer portatile e lo apri’ sul programma della riunione, cerco’ di leggerlo ,ma la testa era altrove…
Sollevo’ lo sguardo :davanti a lui una giovane signora bionda ,con gli occhi verdi e il viso assorto stava scrivendo appassionatamente con una stilografica blu ed una scrittura leggera, gli ricordava una maestrina d’altri tempi…Per un attimo i loro sguardi si incontrarono…
Valeria si fermo’ un attimo con la penna in bocca e il suo sguardo incontro’ la persona che le aveva chiesto il posto:era un ragazzo,forse di poco piu’ vecchio di lei, i capelli ricci e scuri, gli occhi neri vivaci e le mani delicate.Impeccabile nel completo grigio,la cravatta rosa all’ultima moda,il pc sulle ginocchia”Il solito pinguino..”penso’.Le piaceva affibbiare soprannomi a tutti e chiamava “pinguini” gli impiegati modello ,quelli che pensavano solo al lavoro..come suo marito..
Presa da questi pensieri le cadde la penna..si chinarono entrambi, quasi le loro teste si scontrarono,le loro mani si sfiorarono ed imbarazzati si rialzarono…Valeria arrossi’: da sempre odiava questa sua “debolezza”..Claudio ruppe l’imbarazzo con un “Mi scusi…piacere, Claudio”e lei rispose sottovoce” Grazie… piacere Valeria”Restarono per un attimo fermi con gli occhi negli occhi..Valeria sempre rossa in viso ,apri’ il libro e inizio’ a leggere:”Quando tutti i giorni diventano uguali e’ perche’ non ci si accorge piu’ delle cose belle che accadono nella vita ogniqualvolta il sole attraversa il cielo”Sorrise tra se’ e se’ leggendo questa frase. Claudio esclamo’”Gia’”Valeria si rese conto di aver letto a voce alta e si senti’ avvampare nuovamente come se la persona che aveva di fronte avesse messo a nudo i suoi pensieri .Ma lo sguardo dolce di Claudio la rincuoro’ e le fece coraggio. All’improvviso iniziarono a parlare ininterrottamente, si raccontarono della loro vita, delle loro sensazioni ,delle loro sofferenze..Si ritrovarono a parlare della loro infanzia ,del loro futuro dimenticandosi il presente…Claudio prese le mani di Valeria e la loro sommessa e dolce conversazione continuo’ per ore..Fino a quando l’altoparlante del treno annuncio’l’imminente arrivo nella stazione di Roma…Valeria trasali’ “ E Firenze…e Federica?” Ma lo sguardo penetrante di Claudio le fece dimenticare gli impegni.Lui si avvicino’ e le sussurro’” Stiamo ancora insieme , non andartene, sto troppo bene con te, sei tu il sole che cercavo…”e le diede un bacio leggero sui capelli accarezzandole la nuca.
E cosi’ scendere insieme a Roma e trascorrere insieme la giornata le sembro’ la cosa piu’ naturale del mondo..Girovagarono per la citta’ abbracciati,senza meta, sostando nei giardini ,nelle piazze, chiacchierando, discutendo , scherzando come due vecchi amici…a momenti invece rimanevano in silenzio ,scambiandosi i pensieri,accarezzandosi, guardandosi negli occhi….a momenti le loro bocche assetate d’amore si incontravano..Valeria ricevette i gesti piu’ teneri e dolci che ormai aveva dimenticato…Claudio ora le offriva la mano per salire gli scalini, ora le apriva la porta, le porgeva il cappotto, le sistemava i capelli..
Non c’era piu’ nulla al mondo degno di attenzione, solo loro…Claudio la ascoltava e beveva ogni parola, ogni suo gesto..
E cosi’ fu naturale concludere la serata nell’albergo che Claudio aveva prenotato per la riunione :quando furono soli in camera ,la passione si impadroni’ dei loro corpi e fecero l’amore piu’ volte, ogni volta con ritrovato desiderio..Poi ,stremati,rimasero sdraiati a guardarsi..Claudio accarezzava dolcemente i capelli di Valeria ed inizio’ sommessamente a cantarle una vecchia ninna nanna,cullandola…
E fu cosi’ dolce per lui vederla cedere al sonno, rilassare ogni parte del corpo che aveva cosi’ a lungo accarezzato..prese sonno anche lui..
Verso mattina Valeria si sveglio’ e rivide in un lampo la strana giornata che aveva vissuto.Trovo’ incredibile il fatto di trovarsi li’ ,in una camera d’albergo con Claudio,di cui conosceva ormai tutto ma che, certamente , non poteva condividere la sua vita…Penso’ ai suoi bambini e le si strinse il cuore, penso’ a suo marito: era davvero indifferenza o era solo abitudine la loro? Aveva davvero smesso di amarlo o aveva soltanto smesso di vederlo?Sarebbe riuscita a gettare al vento tutto il cammino che avevano percorso insieme , il bagaglio di ricordi,i progetti per il futuro..No,non riusciva a staccarsi da tutto cio’.Le torno’ in mente una frase di Goethe”La felicita’ e’ l’equilibrio difficile tra l’estasi del nuovo e la sicurezza dell’abitudine”La trascrisse su un foglietto che lascio’ sul letto ,si rivesti’ e se ne ando’.
In treno ,nel viaggio di ritorno verso casa, riaccese il cellulare: aveva bisogno delle voci familiari. Parlo’ con i bambini che, affannati ,si contendevano l’apparecchio ed ebbe voglia di abbracciarli, di sentire il loro profumo di cuccioli, di annusare i loro capelli , il collo, soffocandoli di baci..
E poi ebbe voglia di rivedere la sua casa, le sembrava di mancare da anni, e poi penso’ a suo marito, avrebbe trovato il coraggio di tentare un abbraccio , di intraprendere un discorso diverso dalla quotidianita’..
Gia’ ,penso’ in fondo sono una donna fortunata: posso avere la vita tranquilla ,sicura, fondata sulle abitudini rassicurantie… posso avere la liberta’…anche se relegata al ruolo di sogno…
“In realta’ non e’ un cambiamento radicale della mia vita quello che cerco: e’ la possibilita’ di viverlo, anche se non lo vivro’ mai piu’, ma solo cosi’ ho capito quali sono le cose piu’ importanti per me …” ,scritto questo sul “quaderno proibito” ,lo ripose nella borsa e si preparo’ a scendere.
un uomo e una donna si guardano testo di squitty