Avevi la mia eta’ di oggi quando io bambina ti chiamavo vecchia. Sono cresciuta tra le tue braccia forti e la tua mente sempre attiva, presente in tutto, dolcemente.
Avevo quindici anni quando ho imparato a vederti donna, quando ti vedevo bella davanti allo specchio in abiti elegantemente femminili e scarpe alte. Quelle scarpe che oggi uso io
Ho trent’anni, ormai e di nuovo ti vedo vecchia con la triste coscienza che non dipenda piu’ dal contrasto col mio esser bambina. Ti costringo fuori casa, per non vederti sempre sola in quella poltrona ingrigita. Ti porto per la città, quella città che non conosci più, per le strade attraverso cui eri solita portarmi tu, per mano. E mi domando...
Tu, che eri la mia enciclopedia, la risposta ad ogni domanda, il futuro di ogni presente, perchè, perchè, mamma, non mi hai detto, che le tue pagine sbiadivano nello scrivere le mie?
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