Concetta, sulla riva

scritto da Franco Farfalla
Scritto 12 mesi fa • Pubblicato 12 mesi fa • Revisionato 11 mesi fa
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Autore del testo Franco Farfalla

Testo: Concetta, sulla riva
di Franco Farfalla

Concetta, sulla riva

Stasera, sulla spiaggia, si è aperto un lungo dialogo con una signora anziana di nome Concetta. C’era qualcosa di familiare nei suoi modi garbati, nelle movenze gentili, nella sua voce. Vive a Brescia da oltre sessant’anni, eppure, mentre parlava, si avvertiva un altrove, un’origine rimasta viva dentro di lei.

Con discrezione, le ho chiesto delle sue vere radici. Così è venuto fuori il piccolo arcano: Concetta è nata e cresciuta in un paesino della provincia di Messina. Prima del matrimonio, viveva tra le pietre calde di quella Sicilia contadina, dove le ragazze sedevano lungo i vicoli a chiacchierare, a intrecciare parole come si fa con l’uncinetto o i ferri. Mi ha parlato delle vendemmie, della pastorizia, di un mondo che oggi appare lontano, eppure così vicino nei suoi ricordi.

Dopo il matrimonio, seguì il marito — anche lui siciliano — al Nord, nel bresciano. E lì ha messo radici, senza però smarrire nulla della sua giovinezza. Ha portato con sé il dialetto, i gesti, i sapori e quella memoria viva che non è nostalgia, ma un vissuto integro, tenace. Quando parlava del suo paese lo faceva col cuore e con gli occhi lucidi. Non era un lamento per ciò che è passato, ma la lucida consapevolezza di un tempo che non ritorna, di una purezza che oggi, dice, non si trova più.

Accanto a lei c’era anche suo figlio. Solo dopo la nascita di sua figlia, mi ha raccontato, è riuscito a fare davvero pace con questa spiaggia. Da adolescente, appena poteva, prendeva il primo treno per il Nord, in fuga. Forse da sé stesso, forse da quel Sud che brucia dentro e a volte fa male. Eppure oggi era lì, in silenzio, come se anche per lui questa riva avesse ritrovato un senso.

Concetta mi ha colpito anche per un altro motivo: porta il nome di mia sorella, e suo marito si chiamava Franco, come me. Ma più di tutto, mi ha riportato alla mente mia madre. Per la sua pacatezza, per i modi aggraziati, per quell’altruismo semplice che sembrava naturale in quelle generazioni. Quanto sapevano donare, senza mai chiedere nulla in cambio.

Con parole semplici, ha spiegato a mia moglie che oggi tutto è cambiato. Sulla spiaggia non si parla più, non ci si conosce, non si condivide. Tutti sono dietro uno schermo. Parlare, incontrarsi, è diventato difficile.

Eppure stasera, sulla riva, grazie a Concetta e a quel tempo che portava dentro, tutto è sembrato per un attimo di nuovo possibile.


Franco

Concetta, sulla riva testo di Franco Farfalla
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