Facilità e semplicità. E' semplice essere facili, ma non è facile essere semplici. Tu non sei una persona facile, non sei un minestrone con dentro tutto quel che c'è in frigo, nè un riassunto scopiazzato da un compagno di banco per far bella figura col prof, e neppure sei un film straniero con i sottotitoli in italiano. Tu sei un casino, un semplice casino, un bel casino. Tu sei semplice nel tuo modo di nasconderti dietro le mie parole,nelle tue risate improvvise, nei mille modi in cui eludi le risposte facendo finta di niente. Una cosa è essere come si è, altro è essere come si può. Le cose belle bisogna pur riconoscerle in questa vita e, prima o poi, sfidarle. Io ti sfido questa notte. Ti sfido a ricordare un attimo di noi. Un bacio, una canzone, un soffitto,, il mare, la pioggia. O gli abbracci da dietro. Le mie parole sono mani stanotte. E ti toccano. Sono le mie parole a toccare il tuo viso, a scarabocchiare col rossetto, quello rosso, preso una volta per me, la linea della tua bocca e a disegnare il contorno dei tuoi occhi. Le mie parole, ti fanno sentire bella? Curata? Importante? Sicura? Le mie parole guidano quest'auto che corre veloce lungo la strada immaginaria per venire da te. Sono come miele, quello che ti piace, dolce sulle labbra, che mi vien voglia di leccarne anche gli angoli. Delicate sul tuo collo, che bacio con un sospiro. Le mie parole sono sul tuo seno, sono foto proibite. Da cancellare subito. Le mie parole toccano la curva dei tuoi fianchi e lo spazio tra i tuoi seni. Le senti le mie parole? Le senti addosso? Perchè è quello il loro posto.
Secondo testo di Appunti di vista