Quelle vite prosciugate,
soffocate dal possesso
disciolte nelle pareti sigillate,
a sfrangiare il cuore nelle arterie.
Si schiudono nella penombra
a spremere la luce ramata
di un’aurora.
L’amore stretto nella coltre silenziosa
di passioni frantumate,
raschiate nel rancore.
Atmosfere rarefatte su corpi indifesi,
e gemme oltraggiate con la lama,
sulla carne strappata.
Notti pesanti da ricomporre
senza osare un battito,
si fondono nello scroscio di lacrime
ancora tinte di rosso,
si sfaldano nell’alba che tace,
in un cielo accasciato sopra.
Scaglie nelle venature dell'anima,
penetrano nel sangue,
sconfinano
dentro un'abbondanza di sole.
Vite delicate
nel buio diluito,
imparano
a innalzare gli occhi,
libere di essere
a fiancheggiare l’amore su filamenti di luce,
e spaccare di grida l’umanità svanita.
Marco Favaloro