Ipocondria

scritto da Anna97
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Autore del testo Anna97

Testo: Ipocondria
di Anna97

Hai otto anni e inizi a temere che tua madre possa morire. Così la tartassi ogni giorno con la stessa domanda: “Ma tu mi hai detto tutta la verità o mi nascondi qualcosa? Non sei malata, vero?”. E poverina, lei ti risponde ogni giorno sempre con pazienza. Poi cresci e capita che tua madre si ammala proprio di una di quelle malattie che non riesci nemmeno a nominare. Tutto va per il meglio, ma dentro di te qualcosa inizia pian piano a peggiorare. Tutte quelle che un tempo sembravano paure comuni iniziano a ingigantirsi e, anziché togliere, ogni giorno ne aggiungi di nuove. Così, al posto di goderti i tuoi 25 anni, ti ritrovi a passare l’estate dietro ai medici, piangendo convinta di avere chissà che. E diventa tutto enorme, e tu che tanto critichi le droghe, in quel momento altro non vorresti che te le iniettassero tutte insieme. Vorresti estraniarti dal tuo corpo, essere fuori da te stessa, perché l’ansia per un qualcosa che non esiste ti sta divorando.

Ma il vero problema dell’ipocondria è quando da paura di morire si trasforma in paura di vivere. Passi periodi in cui sei convinta di non respirare, che i tuoi polmoni non si riempiono come dovrebbero. Hai fame d’aria. (O hai fame di normalità?). E poi smetti di mangiare, perché deglutire ti terrorizza. Hai paura di strozzarti col cibo. E quando pensi di averla superata, ecco che la paura torna. Vuoi viaggiare, ma passi giorni nell’indecisione se prendere un treno o un autobus, perché il primo potrebbe deragliare e con il secondo dovresti affrontare i ponti dell’autostrada.

Perché sì, è questo che fa l’ipocondria. Ti porta a pensare a tutti i possibili scenari e ti convince del fatto che se c’è lo 0,01% di probabilità che una cosa accada, capiterà proprio a te. Ti viene a mancare quel senso di sopravvivenza tipico dell’uomo di credersi immortale. A vent’anni è sano sentirsi invincibili, per natura tendiamo a credere che le cose non succederanno mai a noi. Ma se sei ipocondriaco, vivi esattamente l’opposto.

Come si guarisce dall’ipocondria? A me l’unica cosa che salva è la Fede. Ma per un non credente, penso che una buona alternativa sia l’amore. L’amore è una medicina universale, fa miracoli; rende forti i deboli, cambia le persone, le rende migliori. L’amore ossessivo può indurre il santo a uccidere. Ma l’amore vero ti prende per mano e ti fa volare dentro una favola, dove le paure entrano ma non ti sfiorano: le guardi da lontano, sei spettatore delle stesse e non più protagonista. L’amore cura l’ipocondriaco dalla paura di morire, perché gli regala la vita: da un atto di amore, un insieme di cellule si unisce e fa iniziare a battere un cuoricino che continuerà a palpitare per tanto e tanto tempo. È magia: tutti sappiamo scientificamente ciò che avviene, ma nessuno lo ha mai visto. Nessuno può spiegarsi perché da cellule che si incontrano per amore, nasca una vita capace di provare sentimenti ed emozioni. E davanti a tanta magia, anche il più disperato ipocondriaco guarisce.
Ipocondria testo di Anna97
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