Lettera

scritto da Arkomer
Scritto 13 ore fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
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Autore del testo Arkomer

Testo: Lettera
di Arkomer

Puoi scivolare dal cielo

come gocce di tempesta

essere rugiada in cerca del mattino

rinascere nel cristallo di un fiocco

spettinare il capriccio delle nuvole

 

Puoi annientare ogni tuo demone

nutrirti del paradiso che ti cammina accanto

nell’attraversare tutti i rami del globo

per poi stupirti del bagliore di una eclisse

sorseggiando l’essenza impetuosa

di ogni tuo traguardo

 

Sarah

avrai bisogno

di un amore limpido

che non conosca le menzogne

che rispetti la voce dei tuoi desideri

che divori il dolore

ogni volta che ti azzanna la gola

che ti ascolti quando il mondo urla

e che ti renda libera

ogni volta che vuoi tenere testa

alla tristezza

 

E saprai aspettare

il momento giusto per la ribellione

quello per il perdono

nei dubbi e le paure

che allungheranno la tua ombra

per poi riconoscere gli impostori della vita

che incontrerai spesso per strada

e cercheranno di piegare

le verità che hai dentro

dando valore a ogni inesorabile minuto

che ti divampa nel petto

 

Crescerai

inseguendo i giorni e l’istinto

e ti innamorerai perdutamente

difendendo la maestosità di ogni tuo pensiero

nello stupore che sazia l’inquilino del cuore

e diventerai ragazza lentamente

donna in una notte

e vecchia all’improvviso

con quei tuoi occhi sinceri

che richiamano il turchese delle nebulose

e che a volte

lasceranno migrare il volo delle lacrime

afferrando tutte le nuvole strette nella mano

nutrirsi del tuo passaggio

 

In queste mie braccia

che diverranno esili dal raschio del tempo

affiderò la tua meraviglia

di quando sei nata in una notte di porpora

dal parto della dolcezza

e dall’esilio di un viaggio

in quel tuo corpo di fiori di campo

posato sulla culla

da un sogno

 

Sarah

un giorno imparerai a librarti

come a volte fanno i cuccioli delle nuvole

verso le frontiere dell’orizzonte

allontanando lentamente la mia mano

e la mia ombra di gondoliere

e ti lascerò andare

in quel tuo essere mutevole

che porge la fragranza di un nuovo racconto

nell’ascoltare in silenzio

ogni tua goccia di felicità

in quella voce dal profumo di viole

che rimarrà sempre bambina

nel rifugio del mio cuore

 

Non importa

che tu ti giri a cercarmi

in questo dipanarsi di vite lontane

e fino a quando i buchi delle mie scarpe

non diverranno voragini

dove tutto si spegne

sai bene che ci sarò

come una lucerna leggera e sottile

che mai ti disturba

che sempre t’avvolge

Lettera testo di Arkomer
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