DI FRONTE AL MARE
I nostri occhi rivolti al mare, mentre le onde invadono gli scogli rinnovandone la freschezza: trascorro la notte sognando questa dolcissima immagine
La realtà incalza e, di buon mattino, il mio corpo è già in movimento.
Vivo da cinque anni in una casa di fronte al mare, dunque il mio sogno non è lontano dalla realtà, anche se gli scogli non sono presenti in questo punto sabbioso.
Esco sul terrazzo respirando la brezza marina, che si fonde amabilmente con il primo sole caldo. L’immutabile naturalezza di ciò che si presenta ai miei occhi mi dà una sicurezza profonda e primordiale.
Il mondo è sempre qui, si muove ruotando, ma il tempo non da fretta, lo lascia galleggiare, libero nell’universo come un raggio di luce, che fende il buio più profondo.
Questo è un giorno speciale per me: sono qui a meditare su un amore, che non so se germoglierà dando dei frutti.
Sin da piccolo il mare ha rappresentato per me una guida paziente, riuscendo a calmare i miei istinti di adolescente, frenando l’impulsività e l’estrema voglia di rubare ogni attimo di vita.
Il mare appare ai miei occhi come un consigliere saggio, che risolve i miei problemi, offrendomi la soluzione e che ringrazio, abbandonandomi a lunghi bagni rilassanti.
Il mare mi trasmette una carica inarrestabile, che mi infonde frenesia e a volte un senso d’immortalità.
Il mare è catarsi, è libertà.
E' bellissimo stare in alto mare, osservando la terraferma, spettatrice invidiosa delle mie bracciate.
Dalla mia terrazza il cielo oggi è più bello che mai! E' come ovattato. Il suo colore azzurro, meno intenso del solito, è fuso con l’invisibile scia bianca delle onde. Sembra una di quelle giornate in cui è davvero un peccato chiudersi in ufficio o in fabbrica, non godendo dei meravigliosi doni della natura.
Dio ci ha donato passione, sentimento, cuore e anima, ciò che dovrebbe servire all’unione universale ma non ha dato nulla per dividerci, se non l’estremo confine, che la nostra mente dovrebbe evitare di raggiungere.
Tra un libro e l’altro riempio la mente e le mie giornate, senza eccessivi sussulti, se non quelli che mi pervadono quando ripeto un verso poetico, a voce bassa, per renderne sacro il contenuto. In questi momenti perdo il controllo della parte più spirituale che possiedo. Un profondo brivido cerebrale scivola lungo la schiena, sparendo dal mio corpo, e riempie il cuore di struggente calore.
Nel cielo penetra l’ennesimo tramonto e, come ogni sera, mi accingo a scrutarne i colori, quando appare dall’angolo della mia villa, che collega la sabbia all’asfalto della strada statale, una sagoma femminile. Con il passo felpato e tranquillo incede verso la rena e mi volta inconsciamente le spalle, raggiungendo la riva.
Osservo le bellissime gambe, che ritmicamente fondono il loro movimento con quello delle braccia e mi chiedo donde provenga un essere così armonioso, mentre poggio i gomiti sulla ringhiera del balcone, pervaso dal solito brivido. I miei occhi osservano il magico corpo di quella donna, mentre il tramonto compie il suo quotidiano dovere.
Penso possa essere una vicina di casa, che vive in un'abitazione, in cui, spesso, nelle lunghe sere d’estate si trattengono festose comitive.
Con la mano destra sostengo il mento e la contemplo, immersa in acqua con i capelli neri, come la pece, resi luminosi dall’effetto ottico acqua - cielo.
Attendo la fine del bagno per intravedere il contorno del suo viso e, dopo qualche minuto, riaffiora maestosa dal mare, avvicinandosi infreddolita allo zaino posato sulla sabbia, in cui sicuramente è posto l’occorrente per asciugarsi.
Il mio balcone è a pochi metri dalla sabbia e, quindi, lei ha la possibilità di vedermi, rimanendo allibita con uno sguardo intenso e penetrante.
Provo una sensazione d'imbarazzo, temo di deludere le sue ipotetiche aspettative, ma affronto la mia proverbiale timidezza in modo deciso e le dico:
“Ciao, sei di queste parti ?”.
"No" mi risponde. La mia prima impressione è di estrema sgarbatezza.
Con le ciabatte in mano e lo zaino sulla spalla raggiunge la strada e sparisce sul retro della villa, senza fiatare, ma con gli occhi sempre pronti a cogliere le mie espressioni.
Il pensiero successivo è quello che sia impegnata sentimentalmente e, quindi, non mi abbia dato confidenza per non sentirsi in colpa nei confronti del suo ragazzo.
Proseguo ad osservare gli ultimi barlumi di tramonto.
Il cielo si trasforma ormai in un’oscura prateria stellata.
Penso che qualsiasi solitudine possa essere mitigata dalla compagnia del mare e del cielo.
La vita meriterebbe di essere ringraziata per ciò, che attraverso Dio, ci dona continuamente. L’emozione è un mare in tempesta, le acque si rinnovano, le onde si susseguono e tutto quello che dentro di noi pare sopito si risveglia in un cocktail irrefrenabile di gioia e frenesia.
La vita è imprevedibilità, sconcerto, come la noia che si perpetra negli animi di chi pensa che l’esistenza abbia un limite o che le sensazioni siano fini a se stesse.
Incombe la sera, l’aria si rinfresca, decido di rientrare per cenare e dedicare un po’ di tempo al computer. In esso custodisco i dati riguardanti il mio lavoro di rappresentante, e le lettere che spedisco ad amici lontani o che scrivo a donne mai conosciute.
Rientrando, lascio la porta d’ingresso socchiusa, perché di lì a poco sarei uscito per osservare il tramonto. Dopo aver assistito allo spettacolo del cielo chiudo la finestra e la porta.
“Non si preoccupi, ci siamo solo io e lei in casa”.
Spaventato mi volto con impeto ad osservare la provenienza della voce.
"Cosa fa qui? Perché si è introdotta in casa, facendomi spaventare!”.
“Mi spiace ma devo pur farle notare la mia presenza. Sono qui perché non voglio tornare da lui”.
“Lui chi?”, rispondo insospettito.
“Sa, non l’ho mai amato veramente”.
“Si spieghi meglio”, chiedo incuriosito.
“Ci conosciamo da diversi anni, ma non ho mai provato quello che una ragazza innamorata dovrebbe sentire per il proprio ragazzo. L’ho lasciato molte volte, ma la sua sofferenza e i miei rimorsi hanno sempre lasciato tutto invariato nel nostro rapporto. Lui è troppo preso dalle sue esigenze ed io sono molto sola”.
“Capisco, ma credo che oltre questa dimora ce ne siano altre, in cui lui non la trovi in ambigua compagnia maschile”.
" Ricomincerei a morire dentro, non sono più disposta a barattare la mia felicità con quella degli altri, basta, sono troppo stanca”, risponde.
“Ad ogni modo lei dovrebbe affrontarlo in maniera definitiva, dirgli che nulla potrà farvi riconciliare. Vinca i suoi rimorsi e ricominci una vita, se crede che sia giusto così”.
“Posso farle una domanda?”, chiede con tono curioso.
“Se posso risponderle”, dico con apparente tranquillità.
“Mi ha osservata per tutto il tempo che sono stata sulla spiaggia, vero?”.
“In un certo senso”, rispondo terribilmente impacciato.
Penso voglia cambiare argomento e questo mi da noia, perché l’obiettivo si sposta dal problema lasciandolo dunque irrisolto.
E' bellissima. Il suo sguardo è provocante, la sua intimità è intrigante, in quanto estremamente clandestina.
Mentre lei parla, mi distacco dal discorso per soffermarmi mentalmente sulla stranezza del sentimento d’amore, così lungimirante quanto fragile, come un filo molto sottile e teso. La tensione di questo filo è variabile, ci si può divertire a tenderlo, rischiando di spezzarlo, e tutti sappiamo quanto sia difficile riattaccarlo e ritenderlo.
Quando i sentimenti di una donna si incrinano è davvero difficile rivederla felice nell’animo, ma è altrettanto difficile non rivederla accanto alla causa della sua infelicità.
Perché il ritorno è l’unica panacea, perché si torna sul punto in cui si è costruito l’errore, perché si baratta come merce la felicità individuale per quella collettiva?
Questi sono i dubbi che, forse, non riuscirò mai a risolvere.
In ogni caso ritengo la solitudine risvegli la voglia di cambiare, di ritrovarsi nel mondo come un individuo libero di decidere della propria vita.
Non esiste libertà più bella di quella delle proprie scelte, che se da un lato escludono la felicità di chi non sa donarla, dall’altro riaccendono la ricerca di questa emozione che è la felicità stessa.
“Le piace solo il mio corpo?”, dice con estrema superficialità.
" Lo dice con la consapevolezza che sia questa la verità? Penso che il suo problema debba essere affrontato”, rispondo cambiando discorso.
“Mi sembra di capire che debba risolverlo da sola. Grazie per l’ospitalità!”, con un balzo felino si alza dalla poltrona e va via chiudendo la porta fragorosamente.
Rimango in piedi ad ascoltare i rumori successivi, quello del portone, del cancello, e dei suoi passi veloci, che sembrano ritornare ad un passato per lei troppo scomodo.
Quando tutto si calma, applico i miei proponimenti, ceno e dedico un paio d’ore al computer, che rappresenta per me una forma di lavoro e di svago, a cui non saprei rinunciare.
Mi addormento sulla scrivania, sfinito dai pensieri del giorno, ma la posizione scomoda, in cui riposo, mi fa risvegliare in breve tempo.
Con gli occhi socchiusi mi alzo dalla sedia e mi avvio assonnato verso il letto quando scorgo sul pavimento un oggetto, che non riesco a vedere nitidamente. Lo raccolgo, avendo la chiara immagine sia un gingillo, infatti, è una tartaruga di colore verde scuro che sicuramente rappresenta un portafortuna per chi lo porti. Intuisco subito appartenga alla ragazza, che mi aveva fatto visita. L’intenso profumo, che diffonde l’oggetto, è lo stesso che sentivo nell’aria quando discorrevo con lei.
Penso l'abbia perso involontariamente.
Non potrebbe essere diversamente.
Ma lei è così apparentemente scorbutica e presa dai suoi problemi? Questo pensiero mi accompagna fin quando non sopraggiunge il sonno.
Il giorno dopo rimango a letto fino a tardi, non ho voglia di alzarmi, ma il dovere è impellente.
Chiudo la mia giornata lavorativa concludendo pochi affari.
Le contrattazioni sono confuse, a volte mi sfugge la costruzione logica della proposizione, che esprimo, non permettendomi di cogliere la psicologia del potenziale acquirente.
Durante la vendita sono paradossalmente convinto che ciò che dico sia sufficiente ad indurre il cliente all’acquisto, ma quando mi accorgo che in realtà la trattativa si rileva più complicata del previsto, la testa mi esplode, inconsciamente metto in dubbio le mie capacità di vendita, apprese ad un corso di marketing introduttivo al lavoro e consolidate con la mia esperienza.
Le parole del mio insegnante rappresentano una saggia guida: “Quando non sei nelle condizioni psicologiche per concludere una trattativa, impedisci al tuo cuore di dominarti, lascia che sia la testa a trovare la via giusta per raggiungere l’obiettivo prefissato".
Queste parole, spesso, mi ritornano alla mente, avendo un forte ascendente su di me, perché le ritengo molto valide. Stimo molto coloro i quali parlano per esperienze vissute, rispetto a quelli che parlano per averle solo ascoltate e non vissute.
Ritorno a casa, rivedo la tartaruga sul mobile e carpisco la causa del mio stato d’animo.
E’ incredibile quanto incida nella profondità di un individuo l'esperienza verbale con una donna, come quella della sera precedente, che mi ha lasciato riflettere sul significato della sua presenza improvvisa in casa.
Nella vita ogni cosa ha un senso, una perfetta impronta sulla realtà e può essere scoperta se c’è l'intuizione e la volontà di andare sino in fondo. La volontà nasconde un interesse profondo, come la curiosità che dà energia all’interesse stesso.
Tutto è concatenato, segue un filone logico, tutto potrebbe essere un obiettivo, uno scopo se si leggesse tra le righe di un pensiero espresso, anche in modo apparentemente confuso. Questo vale anche per un atteggiamento ( mi riferisco al dubbio sulla presenza fisica di quella ragazza in casa mia).
Non mi soffermo sulla reazione che l'ha spinta ad andar via in modo drastico, senza ragionare. Non credo di aver detto nulla di sbagliato, riferendomi al fatto che il problema dovesse risolverlo lei. La sua presenza, secondo la mia prima intuizione, era legata al fatto volesse ricevere un consiglio da una persona che le conferiva fiducia.
Perché penso sempre a quella serata?
Il cuore mi batteva forte quando quel corpo raggiungeva la riva. La conferma alle mie sensazioni derivava dal modo in cui si esprimeva, contrastando i miei pareri, secondo me, corretti.
"Amare" significa scalare altissime montagne per raggiungere la cima. Il percorso è impervio, ci sono ostacoli dovunque, se si riuscisse a raggiungere la meta dovremmo ringraziare gli intenti prefissati e non certo gli eventi.
L’amore è auto realizzazione, è voglia di dare un senso alla propria esistenza, è unione. Amare significa liberare tutta l’energia repressa nel tempo offrendola al partner, dando la sensazione di essere importante. E' una forma di scambio, è il tratto di unione tra il cuore e l’anima.
Lascio le chiavi dell’auto vicino la tartaruga e vado sul mio sofà a rilassarmi, in attesa di pranzare. Scorro con lo sguardo gli oggetti presenti in casa, analizzandone forme e colori.
Penso a come sarebbe una casa abitata da una coppia innamorata e felice: avrebbe colori più intensi, forme più sottili e levigate, sarebbe più illuminata, i raggi del sole attraverserebbero le tende, riscaldando questo nido d’amore anche nei giorni di tramontana.
E’ dolcissimo sentire il rumore delle onde quando ci si raccoglie a tavola per consumare il pasto del giorno, mentre gli sguardi s'incrociano confermando o smentendo i discorsi e i profumi familiari.
Ricordo mia madre quando preparava il pranzo domenicale, noi piccoli annusavamo, rimanendo estasiati, e, poi, ritornavamo a giocare felici, intorno al padre, che ci raccontava le favole per tenerci buoni.
Ora la mia famiglia è lontana, la voglia di riabbracciare i miei genitori è immensa, come il cielo in quest’angolo di paradiso.
Pensando e ripensando, decido di partire nel fine settimana. In questi tre giorni avrei organizzato la partenza, preparando i bagagli per stare almeno una settimana, previa concessione della mia azienda, che avrei contattato oggi stesso.
Questa decisione mi pervade di una serenità senza precedenti, l'idea di tornare indietro nel tempo mi inorgoglisce e mi intenerisce. Ritrovare negli occhi dei miei genitori la mia vita, la mia nascita, la mia presenza in questo mondo è così straordinariamente magico, da farmi vivere in una strana tensione, come se qualcosa rallenti questa immensa voglia, ostacolandone la mia decisione.
I giorni precedenti alla partenza volano, i miei bagagli sono colmi sino all’orlo, la voglia di fuggire dalla solitudine mi fa sbagliare anche le cose più semplici, come quella di piegare i maglioni.
Improvvisamente sento uno strano fruscio provenire dalla porta d’ingresso, mi giro di scatto e noto una busta con delle iniziali scritte sul retro: H & S. La raccolgo con curiosità ma anche con timore, pensando alla presenza di un losco individuo nei paraggi, dal momento che questa casa è isolata dal traffico e dal movimento della gente.
Il contenuto è molto semplice e diretto: “Perdoni l'atteggiamento di quella sera”.
Credo di aver capito il motivo per cui ho avuto quella reazione, ma non è l’occasione giusta per esprimerla. Vorrei dirle che sono riuscita nel mio intento e se lei vorrà, potremmo vederci domenica sulla strada parallela alla casa dei suoi genitori, i quali si appresta ad andare a trovare”.
E’ inutile dire cosa sto provando leggendo questa missiva: è una ragazza diversa dalle altre, sono certo lo dimostrerà in breve tempo.
Sono improvvisamente diventato presuntuoso, ma quando le sensazioni ci travolgono è difficile non esserlo. Sono pensieri incontrollabili, che suscitano convinzioni irremovibili, tali da sembrare fatti realmente accaduti.
"Ha poteri paranormali per leggermi nel pensiero senza conoscermi? Perché sulla parallela, abita da quelle parti?"
La curiosità mi spinge ad affrettare i tempi per raggiungere la città. Sono felice, abbraccerò i miei cari e rivedrò la ragazza misteriosa, verso cui mi trasporta l’istinto di un uomo, che sente la felicità a due passi da sé.
Esco da casa, carico i bagagli e controllo la mia auto, prima di affrontare il viaggio, e via verso la meta in compagnia della musica.
E' meraviglioso come strumenti così apparentemente semplici siano in grado di sciorinare melodie incantevoli.
Durante il tragitto trasferisco lo sguardo dalla mia corsia di marcia al mare. Le macchine folli si sorpassano senza tregua e penso a quanto sia terribile regolare la propria esistenza sulla fretta, sull’esigenza di realizzare uno scopo il più velocemente possibile.
Si sta perdendo il gusto di guardare la natura, di ammirare qualsiasi cosa ci sovrasti, in silenzio, come una mamma paziente, che controlla e segue dovunque i passi del proprio bambino.
Anche guardarsi negli occhi diventa difficile.
Non è possibile fermare il tempo e ritrovarsi individui indissolubili e cosmici, come il respiro delle stelle vicine al cuore degli innamorati nelle notti d’estate.
La strada sembra infinita, l’itinerario diviene semplice e monotono, pare si possa guidare ad occhi chiusi. La mia auto vola come un gabbiano sulle onde del mare.
La città cambia nella sua struttura: aleggia meno passato nell’aria, tutto è nuovo.
Spariscono i tratti di strada dove c’era solo breccia, in cui da ragazzini trascorrevamo le ore più calde del pomeriggio, giocando a calcio e sentendo forte sulla pelle il sole estivo, che ci oscurava il viso e le gambe.
Spariscono le vecchie case, sostituite da palazzi indistruttibili, uffici e catene di negozi iperaccessoriati. Adesso vige lo sviluppo. Al posto dei giovani in pantaloncini corti o degli anziani seduti sulle soglie delle case, ci sono affascinanti managers in doppio petto e valigia, che camminano con fierezza.
Lo scorrere del tempo porta via tutte le tradizioni, i divertimenti semplici, gli occhi speranzosi di chi credeva nel futuro, di chi apprezzava il cielo e i suoi colori, rispettando il silenzio dei pomeriggi domenicali.
Oggi è cambiato tutto.
C'è tanto rumore.
La mia scelta è stata motivata dalla necessità di fuggire dalla realtà opprimente della città per rifugiarmi di fronte al mare, dove ogni mia ispirazione avrebbe avuto un seguito, non fermandosi di fronte a nulla.
A volte ,però, della città e dei suoi ritmi non possiamo farne a meno, soprattutto quando temiamo che la vita possa trascorrere nel silenzio più assoluto. Un po’ di caos nelle serate dei fine settimana è utile per ritrovarsi con gli amici, sperando di risvegliare sentimenti assopiti nei giorni precedenti, per darsi un senso e non rimanere nell’anonimato.
E’ facile ritrovare la casa dei miei amati genitori, non altrettanto reperire tra le mie chiavi quelle del cancello d’ingresso delle auto.
Comincio a sentire più vicino il profumo della mia infanzia, che galleggia ancora nell’aria, accogliendomi benevolmente.
Scendo dalla vettura e osservo il balcone, che si affaccia sul parcheggio, dove ancora i panni sciorinano in una tradizione immutata nel tempo.
In città il cielo viene occultato dalle cime delle costruzioni, che sembrano togliere il respiro a chi come me si riavvicina ad un paesaggio totalmente diverso da quello in cui viveva.
Nella mia mente si mescola la bramosia di rivedere i miei cari e l'ambigua ansia causata dal contenuto della lettera della ragazza.
I miei genitori mi accolgono trionfalmente, giurandomi quanto sia inaspettato il mio arrivo. Dai loro sguardi traspare una rara felicità, tipica di chi ama veramente, non risparmiandosi.
Anche la casa è cambiata, i mobili vecchi lasciano il posto ai nuovi, anche se i miei ricordi rendono immodificabile il passato, che si pone dinanzi ai miei occhi vividamente, come le sequenze del film della mia vita.
Gli abbracci mi tolgono il respiro, mentre gli occhi vagano per le mura domestiche alla ricerca di oggetti che facciano crescere le mie emozioni.
Mi soffermo sull’orologio della nonna materna: quadrante colore oro con lancette nere, numeri molto grandi e carcassa di puro ciliegio con il pendolo. Ricordo quando mi avvicinavo incuriosito, appena scoccava la nuova ora, per sentire il suono assordante e ritmicamente impeccabile, che riempiva il silenzio della casa.
Rivedo con grande commozione la stanza che condividevo con i miei due fratelli, che ora sono felicemente sposati con prole. I sottili raggi di sole penetrano dalla serranda e la rendono una dolcissima alcova.
E' tutto intatto: le pareti bianche, i mobili antichi, la vecchia radio, regalo dei miei zii, che lasciai qui per evitare di fare scorrere troppo il tempo, che oggi, invece, mi sembra si sia fermato.
Mio padre, seduto in cucina, gravido di emozioni, osserva il cielo con un atteggiamento di sollievo, per aver allontanato la paura di non rivedermi.
Tutto appare così scontato. Sembra che i giorni siano uguali e inutili: il fuoco cova sotto la cenere, come se un impulso magnetico interagisca con il destino, rimanendo sospeso nell’aria, in attesa di una sentenza.
Il destino è come una piovra, che allunga i suoi tentacoli sulle nostre vite, rimanendo attaccato alla nostra pelle e non lasciandoci via d'uscita. Questa strana ansia, raggiunge lentamente le corde del mio cuore, creando una magia. Tutto ciò che ho in questo momento è davvero mio. La mia famiglia è con me e ogni paura sparisce, come la notte all’albeggiare.
Gli occhi di quella meravigliosa ragazza accompagnano e guidano le mie ore felici, appaiono nella mia fantasia come un gioco nella mente di un bambino.
Non riesco a non pensare all'appuntamento che avrebbe chiarito la sua situazione affettiva.
Le ore passano in fretta, avverto i miei che sarei tornato più tardi del solito ed esco di casa, raggiungendo rapidamente il portone.
Ogni salto sui gradini è un pensiero che si accavalla. Come sarà la sua accoglienza? Ci sarà? avrà cambiato idea sul suo ragazzo? Sarà tornata insieme? E in tal caso che senso avrebbe l'appuntamento? La saluterei e, dopo qualche minuto, organizzerei una serata diversa con i miei vecchi amici, una sorta di rimpatriata.
Penso e mi scoraggio. Vorrei ritornare a casa e restare con i miei sentimenti. Penso di essere affettivamente fragile oltre che innamorato della ragazza sbagliata.
Ritorna la mia sicurezza e mi avvio deciso sulla strada, che mi condurrà sulla parallela di casa mia. Imboccata la strada, mi accorgo di una mano, che spunta dal finestrino di un’auto e che si muove ritmicamente per avvisarmi di essere giunta nel punto giusto. Mi affianco e lei mi invita ad entrare. Salgo nell'auto e scorgo in lei un’espressione preoccupata e attenta e penso che i suoi problemi non siano del tutto risolti.
“Converrebbe allontanarci da qui e andare in un posto ove poter parlare con calma” mi dice, e con velocità sostenuta, parte, raggiungendo la periferia.
"Che cosa le sta succedendo? La certezza di sapere la risposta mi pervade e quasi preferisco non distrarla dalla guida frenetica verso la meta", le rispondo.
"Ci fermiamo in un posto vicino al mare", chiede la ragazza.
Ed io: " D'accordo".
" E' un paradiso! ", esclama la ragazza,
Il mare si muove sotto di noi, dall’alto verso il basso, in una sorta di strapiombo al cospetto di un cielo di rara bellezza e luminosità. La zona è deserta, gli unici a fare capolino sono i gabbiani, che si rincorrono, disperdendosi, come tante nuvolette verso l’orizzonte. Mi sembra di ritornare con lei nel luogo in cui vivevo, respirando la stessa aria, ascoltando i rumori a me familiari e i silenzi già vissuti.
“E' molto più dura del previsto”, inizia l'analisi al problema.
“Lui non si arrende, vero ?”, le chiedo.
“Già, e le dirò di più...”continua.
“Vogliamo iniziare a darci del tu ?”, la interrompo bruscamente.
“Va bene. Lui cercava disperatamente la causa di questa scelta ed io l’ho data. Ma questa sua incertezza nell’espressione mi turba, mi lascia prevedere cose che non vorrei accadano”, dice timidamente
“E quale sarebbe ?”, chiedo timoroso.
E lei: "Sei tu”.
“Io, in che senso ?”, chiedo fingendo inconsapevolezza.
In questo momento la mia vita sta diventando un vortice inarrestabile, in cui tutto sale e scende. Mille sensazioni appaiono chiare e confuse, il cuore rallenta e accelera i battiti, impedendomi di razionalizzare. Improvvisamente il posto di mare, in cui condivido confidenze e stati d’animo, diventa una scatola dalla quale è impossibile sfuggire.
Il mio mondo non è più sereno, ogni cosa diventa circoscritta e controllata. Un giorno parlando con quell'uomo potrei apparire un prevaricatore, verso cui provare odio e rabbia. Non è giusto, tutto rientra nella logica della follia umana, dell’inconsapevolezza, del possesso ingiustificato. Nessuno appartiene agli altri. Ognuno ha la propria individualità da salvaguardare. Se qualcuno prova infelicità deve provare a cambiare il corso della propria vita, orientandola verso la felicità e la serenità e non verso un dolore illegittimo. Se non c’è trasporto, è inutile plasmare la realtà, se questa è come la roccia indistruttibile e immodificabile. A volte ci ostiniamo a cercare molteplici soluzioni, quando in cuor nostro sappiamo che sarà impossibile. In quel momento la nave deve invertire la rotta, seguendo il vento favorevole e non le tempeste, che portano distruzione. Ricostruire dalla distruzione richiede una volontà ferrea, mentre è meno arduo ricostruire avendo le fondamenta già disponibili.
I miei pensieri sono meno rapidi del tramonto, che sta sopraggiungendo. Il silenzio, che si crea nell’auto, autorizza la ragazza a pormi una domanda: “Cosa ti succede? Forse ho sbagliato a dirti la causa dei miei confusi stati d’animo ?”
“Il tuo ragazzo si sente accantonato non a causa di un rapporto che non funziona, ma per una terza persona che con poco è riuscita a farti battere il cuore. Avresti dovuto essere più accorta, per una forma di rispetto nei miei confronti. Adesso sei cosciente del fatto che non saremo più tranquilli?”, dico cercando di farle capire dove avesse sbagliato.
“Una bella storia d’amore inizia sempre in silenzio, senza rumori. La voglia di urlare al mondo che sei innamorato verrà soddisfatta in un secondo tempo".
Lei mi guarda come se abbia capito di essere imprudente, anche se i suoi sentimenti mi sembrano troppo affrettati e, quindi, privi di un briciolo di logica, che mi dia la certezza che non sia una infatuazione.
Cerca di rifugiarsi in me, spaventata da ciò che era successo. Le sue braccia cingono il mio collo ed io la stringo a me, per non deprimerla. L’ultima cosa che vorrei è quella di spezzarle il cuore.
Mentre sento il suo corpo vicino al mio, mi pervade una emozione struggente e antica, quella di isolarsi dal mondo, fuggendo dalle convenzioni. Ogni individuo ha il diritto di vivere, auspicando il meglio per se stesso. L’amore non è un contratto, nessuno deve ritenersi proprietario dell’altro, soprattutto nei sentimenti.
L’amore è una ruota inarrestabile, che schiaccia qualsiasi cosa lungo il suo cammino, ogni cosa ne ostruisca il passaggio. Ho sempre ripetuto a me stesso che la vita ci ha donato la fortuna di scegliere nelle varie occasioni che ci capitano, assumendoci le nostre responsabilità.
Si può decidere di amare chi ci fa soffrire, perché la sofferenza ci ritempra, permettendoci di comprendere più cose rispetto alla gioia, in cui alcuni particolari, che potrebbero diventare sofferenza, vengono accantonati, per vivere meglio i momenti felici. Nella sofferenza, invece, tutto viene analizzato, nulla sfugge al controllo del dolore.
Sento il profumo delicato dei suoi capelli far rifiorire la mia voglia di amare, come in un adolescente. "Sono in grado di amare una persona come prima oppure ho costruito una fortezza inespugnabile, nel cui interno alloggia la libertà e la solitudine felice, mentre all’esterno bussano disperatamente l’amore e i sentimenti?" mi chiedo.
Non ho il tempo di rispondere al mio quesito che lei ricomincia a parlare: “Pensi sia tutto più difficile, adesso?”.
“Sarei un ipocrita se ti dicessi che siamo liberi. Adesso lui sa di me e cercherà con qualsiasi mezzo di farmi demordere dal frequentarti", rispondo con tono basso.
E la ragazza: " Non riesco a stare più bene con lui".
Ed io in modo incredulo: "Ma non c'è nulla tra voi che funzioni?”.
“Solo sessualmente. Secondo lui il sesso rappacifica gli animi anche dopo una discussione", mi risponde.
Ed io: “ Dal modo in cui lo descrivi sembra di una superficialità impressionante.”
“ Non penso ci siano molti uomini simili a lui”, dice con sottile ironia.
“Se mi hai scelto non sarà certo per le mie capacità amatorie”, rispondo, sperando orgogliosamente di aver colto l’ironia.
E lei: “Non ti conosco sotto quel punto di vista! Vorrei porti una domanda, a cui puoi anche non rispondere”.
“D'accordo, ti rispondo”.
“Credi di amarmi ?” mi chiede.
A quel punto il sangue si gela e non riesco a pensare a nulla.
Improvvisamente il mio cellulare squilla e rispondo celermente. E' mia madre che mi chiede di ritornare a casa con urgenza, perché ha telefonato il mio capo-area per motivi di lavoro.
“Mi dispiace. Ti prometto che risponderò molto approfonditamente a questa domanda al prossimo incontro, devo tornare a casa per lavoro. Quando potremmo rivederci ?”, le chiedo.
“Ti telefonerò a casa tua o sul cellulare. Non ho bisogno mi dia i numeri, ne sono già in possesso”, dice con sicurezza.
Il mio stupore riappare con la stessa intensità di quando trovai la lettera sotto la porta di casa mia, in cui lei sapeva sarei andato a trovare i miei genitori.
In tal caso ci possono essere due possibilità: o possiede poteri soprannaturali oppure ha ascoltato la telefonata fatta ai miei genitori.
"Già, ma i numeri di telefono?" penso con stupore.
Mi viene in mente avesse rovistato casa mia prima che la scoprissi adagiata sulla poltrona.
“Ti saluto”, le dico, porgendole la mano.
Mi riabbraccia e mi bacia appassionatamente per pochi secondi, che a me paiono un’eternità.
Un bacio ha il potere di estasiarti, riesce a isolare una coppia dal contesto in cui vive, elevandola spiritualmente, e trasforma la mondanità in clandestinità.
Non nascondo che questa furtività affettiva mi stimola mentalmente. Lei, tra l’altro, sa baciare come poche e le mie sensazioni sono intense.
Desidererei non andare più via, restare in quel meraviglioso angolo di paradiso, avvinghiato in un abbraccio, che da troppo tempo manca al mio cuore. La mia anima ansima alla disperata ricerca dell’amore.
Ed io che penso ci siano cose più importanti di questo sentimento primordiale, che un lavoro dignitoso possa permettermi di superare qualsiasi ostacolo frapponendosi tra la mente e il cuore.
Durante il ritorno non parliamo molto, i nostri discorsi sono di pura circostanza. Sono confuso dall’accaduto, tutto è nato velocemente. Come ci si può innamorare di una persona vista solo dal balcone?
Giuro a me stesso che per evitare di soffrire, andrò in fondo a questa storia, parlandone con lei per approfondire meglio questo rapporto, che temo mi stia trasportando nella più profonda illusione della mia vita.
La giornata volge al termine.
Espletata la conversazione con il mio capo-area, rimango con mia madre sul balcone, che si affaccia sulla strada, discutendo della giornata trascorsa.
Questo è certamente il periodo più bello che abbia mai vissuto e cercherò di viverlo più intensamente possibile.
“E’ stata di tuo gradimento la cena, figliolo?”, mi chiede amorevolmente mia madre.
“Sono venuto a trovarvi anche per questo! ” rispondo divertito.
“Sono felice sia così sereno. Penso che in questo periodo sia successo qualcosa che ti abbia messo di buon umore”, indaga lei.
Mia madre non è cambiata. Questo mi allieta, sembra il tempo si sia fermato e la famiglia sia davvero unita come i vecchi tempi.
E’ fantastico ritrovarsi nel silenzio della strada sottostante a parlare di noi, della nostra vita, dei nostri progetti; solo alcune auto disturbano la tranquillità del posto e questo non mi dispiace.
Se qualcuno mi chiedesse di esprimere il mio stato d’animo, faticherei a spiegare letteralmente ciò che provo. Oggi la mia vita appare più felice che mai, riuscirei a motivare ogni mia emozione, sprofondato in questa comodissima poltrona d'alcantara rossa.
Ritrovo mia madre addormentata sul divano.
Col viso appoggiato sugli avambracci conserti osservo il cielo oscuro della notte. E' il tempo giusto per ricordare la serata trascorsa sul mare, i suoi occhi cercano disperatamente la felicità, la sua mente pensa di averla incontrata con me.
La volontà di dirle che il nostro incontro avrebbe avuto un seguito imminente contribuiva a rendere la notte più meditativa e ricca d’emozione.
Chissà se avrei avuto un futuro roseo con lei. Temo possa essere l'assurdo colpo di testa di una persona da poco conosciuta, anche se può accadere che l’istinto prevalga sulla ragione per cause difficilmente spiegabili. Mi riprometto di chiederle qualcosa riguardo i suoi sentimenti, per coglierne l’intensità, evitando che lei stessa si prenda in giro.
In cuor mio già avverto che non è così, spinto da chissà quali sicurezze. Potrebbe essere una chiarificazione dei miei sentimenti per lei?
La mia mente è troppo offuscata dal sonno per potermi analizzare. Decido di andare a letto, carico di aspettative e di sogni.
In silenzio attraverso la sala, avverto mia madre di alzarsi delicatamente dal divano e coricarsi sul letto per stare più comoda e riposata. Raggiungo la mia stanza, messa a nuovo per l’occasione, luogo in cui la mia mente, assorbita dall’inconscio, avrebbe disegnato nell’aria sogni dolcissimi.
Trascorrono dei giorni, i miei incontri clandestini con la ragazza diventano più frequenti.
Il trasporto per lei si sta trasformando in amore.
Mi colpisce di lei la disponibilità a trovare la via più breve, che conduca alla felicità, costellata da intuizioni felici, fantasia e, soprattutto, capacità comunicativa.
Durante i nostri dialoghi avverto in lei una carica inespressa di verve e di emotività, controllata da regole, che vengono fuori con la forza di un’eruzione vulcanica, devastando la monotonia e l’abitudine.
La mia gioia nell’ascoltarla cancella l’egoismo del mondo, che influenza l’amore, creduto ormai l’ultimo avamposto della felicità, e spalanca orizzonti comunicativi sempre nuovi, in cui siamo in profonda sintonia.
A volte desidererei che il suo passato non esistesse, che si cominciasse come due innamorati alle prime esperienze affettive. A volte, invece, ringrazio la sua precedente esperienza perché utile a concepire profondamente le sue scelte ed esigenze reali.
Credo sia positivo che ognuno di noi abbia un passato, perché la vita in fondo rappresenta una scuola, che insegna a capire, muovendo i passi verso la giusta direzione, anche se per essere felici ci vorrebbe un’altra vita, in cui ognuno di noi apprezzasse gli insegnamenti, facendone tesoro e traendone lo spunto per vivere felicemente con se stessi e con gli altri.
Chissà se in un futuro prossimo sarà tutto come auspico, se un giorno rileggendomi, scoprissi di aver individuato un mondo nuovo, augurandomi di condividerlo con la mia famiglia e di raccontare ai miei figli che li aspetta un futuro migliore.
Il mio stato d’animo, quando avverto che il nostro amore durerà per sempre, è inattaccabile, come se si avverasse un sogno cullato da chissà quanto tempo.
L’amore che provo per lei mi fa dimenticare il passato, facendomi vivere momenti inimmaginabili, come i raggi di sole, che colpiscono un angolo buio rendendolo irreale.
Guarisco dai miei mali, ogni dolore si allevia. Mi sembra di vivere in un universo in cui meravigliose anime passeggiano sospese nel silenzio e nella pace.
Torno a casa dopo il periodo di riposo trascorso dai miei genitori.
Ricordo il rumore delle onde che irrompevano il silenzio della casa e che avevo ritrovato con uno stato d’animo diverso. Mi sento sicuramente meno solo con la mente, sento di poter contare sulla sua presenza, ma questa apparente sicurezza, invece di darmi forza mi mette una dannata ansia, conseguenza della paura di perderla.
Ricomincio a lavorare, i giorni successivi trascorrono senza clamori eccessivi.
Ci sentiamo telefonicamente. La sua voce mi trasmette sicurezza per la scelta effettuata, nessun pentimento aleggia nella sua espressione.
Questa situazione mi rassicura, permettendomi di costruire un futuro immaginario, in cui lei ed io avremmo potuto condividere tutto, senza sfuggirci, potendo contare sulla forza dei sentimenti e non voltandoci mai indietro, perché nessun passato avrebbe scalfito il nostro presente.
Durante le conversazioni telefoniche sono le sue curiosità a darmi certezze, il suo modo di informarsi sul mio stato d’animo, la sua voglia di sapere come trascorro le mie giornate, e se la custodisco nei miei pensieri nelle ore in cui non ci si sente.
Oggi inaspettatamente piove, le previsioni del tempo sono state contraddittorie. L'improvvisa variazione climatica mi costringe a spostare i tavoli e le sedie dal mio terrazzino verso l’interno della tettoia per proteggerli dalla pioggia. E' molto fitta e pungente, sembra un nuvolone transitorio, anche se il cielo è uniforme nel suo colore e nel suo annuvolamento.
Espletate le mie mansioni, mi congedo una pausa. Esco di casa e mi avvicino in riva al mare, portando con me il telefono portatile. Decido di farmi il bagno, per cui scendo direttamente in costume con un asciugamano e un ombrellone, che non mi servirà per il sole ma per godermi, per tutto il tempo desiderato, la pioggia sul mare.
Ogni passo che mi conduce a riva è un’emozione: avverto la sensazione di avvicinarmi all’infinito, di vedere il suo corpo percorrere lo stesso mio tragitto.
La ricordo in particolare modo quando si immergeva sino al busto nell’acqua e nuotava con bracciate, che mi sembravano apprese da corsi di nuoto. Era bello vederla allontanare verso l’orizzonte e ancor più bello vederla ritornare a riva, soddisfatta. Ricordavo i suoi meravigliosi capelli, la sua libertà nei movimenti, che si fondeva magnificamente con il silenzio del luogo, intervallandosi con le onde del mare, che si adagiavano sulla riva.
Intanto la pioggia diviene più fitta. Dopo aver piazzato l’ombrellone in prossimità del mare, corro in acqua, perdendo l’equilibrio dopo nemmeno cinque metri. Decido di dirigermi il più lontano possibile per sentire pace e silenzio, stando a contatto con il cielo.
Ormai l’ombrellone è un punto lontano nell’uniformità del paesaggio.
Mi fermo, assumendo una posizione supina, e mi rilasso, guardando verso l’alto. Non cambierei la mia libertà di uomo felice con nient'altro. Credo che sensazioni come quelle che vivo, lontano da tutti, siano incomparabili.
Respirare ogni secondo di vita è paragonabile ad un’eternità vissuta in uno spazio di tempo limitato.
Vivo in simbiosi con l’anima della mia amata, ne avverto la presenza dovunque, in qualsiasi onda di questo sterminato mare. Ringrazio il destino o chi altro sia in grado di mettere in sintonia i nostri cuori.
La mia concezione dell’amore comincia a subire variazioni con il trascorrere del tempo e delle esperienze. Credo sia un gioco perverso, che coinvolga una forma di equilibrio e di bellezza, per poi trasformarsi in qualcosa verso cui provare repulsione e distacco.
Ma il lato positivo dell’amore è la speranza che arrivi una telefonata, la confidenza ad un’amica che apra orizzonti inconsueti, è il fuoco che cova sotto la cenere è, soprattutto, l'esperienza di vita.
Se ognuno di noi, attraverso l’amore, volesse trovare la chiave di volta per conoscere il vero significato della vita, dovrebbe rimboccarsi le maniche e cercare altrove perché è questo, forse, lo strumento meno idoneo.
So che avremmo difficoltà a vivere serenamente ma, per fortuna, c’è il tempo che lava impietoso ogni ripensamento.
Durante l’esistenza ognuno di noi avverte, più o meno inconsciamente, una voce ascoltata per caso, uno sguardo perso tra la gente o un gesto spontaneo, che infonde sensazioni di eternità, vissute in chissà quale vita, che si ripercuotono in una realtà difforme da quella vissuta sotto l’immagine onirica o di un dejà-vu.
In quel momento tutto quello che si condivide quotidianamente con il proprio uomo o con un amico, viene messo in discussione dal mistero di una presenza protettiva e dal rumore che si crea nell’anima, il quale stordisce e ubriaca, facendo perdere i sensi.
I suoi movimenti sinuosi mi suscitano questa sensazione quando la osservo, rapito sulla riva del mare. In quegli istanti non mi interessa nulla.
Guardo e ascolto i suoi passi rapidi, che sollevano la sabbia, creando un rumore impercettibile. La pioggia alterna il suo ritmo.
L’effetto che riesce a creare a contatto con l’acqua marina è magico. Ed io per vivere questo spettacolo, mi immergo e riaffioro sistematicamente per fondere idealmente cielo e mare. Le onde, nel frattempo, mi accompagnano a riva; avvicinandomi, comincio a notare lontana una sagoma, che a prima vista mi sembra maschile. Incuriosito, mi spingo fuori dall’acqua e, con disinvoltura, mi avvicino al mio ombrellone per prendere il telo.
Intanto quell’individuo si avvicina sempre di più, rapidamente intuisco possa trattarsi del ragazzo ferito nell’orgoglio. Lo attendo nelle vicinanze dell’ombrellone, ansioso di poter parlare con lui.
“Non ci conosciamo, ma ho sentito parlare spesso di te, sino alla nausea, direi...”, dice minaccioso.
"Mi sembra di aver capito che si parli bene di me, da come ti esprimi. C'è qualcosa che ti preoccupa?”, rispondo tranquillo.
“Forse non sai di aver causato la fine di una relazione che proseguiva serenamente”, dice insolentemente.
Ed io: “Chiariamo un punto, prima che si ecceda in giudizi affrettati: la ragazza ha deciso di sua spontanea volontà, senza nessuna costrizione e, poi, a me risulta che il vostro rapporto non fosse così positivo come lo decanti" .
“Hai sentito solo lei e ti permetti di dire che abbia ragione?” mi dice.
“Sembri agitato, il rapporto si sta deteriorando ?”rispondo.
“Non ti permetto di parlarmi così”, aggiunge, intuendo l’ironia.
“Spiegami allora che cosa c’è di tanto diverso nella versione della ragazza rispetto alla tua”, incuriosito dalla sua sicurezza dei fatti.
In questo momento colgo la sua superficialità, espressa dalla ragazza durante la prima conversazione in riva al mare. In sostanza lui si sentiva sfruttato e provocato da lei, per cui scaturivano violente colluttazioni fra loro.
Non esiste nessun essere umano in diritto di muovere un dito nei confronti di un altro, forse lei lo provocava perché non tenuta nella giusta considerazione.
La mia impressione, quando discutiamo in macchina, è quella di una persona provata nello spirito e nel cuore da un rapporto precario, da una relazione che mette in discussione la credibilità dei suoi sentimenti e la stabilità degli stessi.
"Non mi interessa la tua versione dei fatti. Avendola conosciuta, mi sembra una persona che le abbia provate tutte per salvare il vostro rapporto, ma tu non l'hai capito o, forse, non l'hai voluto capire”, dico con durezza.
“Credi di essere in diritto di intrometterti in una storia che ci vede ancora coinvolti ?”, dice, ostentando sicurezza e padronanza.
“E tu credi di aver stipulato un contratto con la ragazza, nel quale detti le regole e in cui nessun altro possa intromettersi? Non voglio più parlare con te di questo, per cui ti prego di lasciarmi solo”, dico annoiato.
Va via in silenzio senza obiettare.
Dopo essermi liberato della sua sgradevole presenza, di uomo egoista e apatico, cerco, per quanto sia possibile, di godermi gli ultimi barlumi di tramonto, che ormai colorano il cielo in maniera tenue. L’aria diventa frizzante, le uniche voci sono quelle dei gabbiani che fuggono verso nuovi lidi.
Era troppo concentrato su se stesso, questo era lapalissiano in ogni sua espressione e in ogni sua parola, per poter essere sicuro di un rapporto di coppia.
Provo disgusto a sentirgli dire banalità su una relazione, che cerca meschinamente di salvare, per riportarla nella superficialità più assoluta, dopo aver riconquistato il “suo” terreno.
Una donna ha i suoi difetti: le stranezze dei sentimenti, le dolci ipocrisie ma ha la fortuna di saper interpretare i contenuti di un rapporto di coppia meglio di qualsiasi altro uomo. Quando una donna affronta una relazione di coppia, a meno che non ne sia completamente trascinata, è più lucida e realista dell’uomo.
Osserva con più raziocinio l’evoluzione del rapporto ed è molto spesso la prima ad accorgersi dei problemi che potrebbero intaccare la relazione stessa.
Non è certo questa considerazione psicologica che mi ha fatto giustificare la scelta della ragazza, ma la consapevolezza che le sue non siano menzogne.
Questa convinzione diviene tale dopo aver conosciuto quell'uomo.
La sera incombe, il cielo assume colori irreali, la vita scorre impetuosa come un torrente in piena.
Mi alzo dall’asciugamano, dopo aver osservato la volta celeste e, pensando al mio amore per lei, mi avvio verso il cancello di casa.
La trovo seduta sui gradini, assopita sulle ginocchia. La visione del suo corpo rannicchiato davanti alla porta mi intenerisce. Mi volto per chiudere il cancello, creando un leggero rumore che possa destarla, senza spaventarla. I suoi occhi si riaprono e mi osservano con la dolcezza, che caratterizza i risvegli di una donna.
“E’ stupendo ritrovarti, ho bisogno di rivederti. Un giorno senza te è come una notte senza stelle”, le dico con grande felicità.
“La sensazione è reciproca, mi manca la tua sensibilità, i tuoi occhi profondi come il mare, in cui custodisco come in un magico scrigno, tutto l’amore di cui il mondo avrebbe bisogno”, mi risponde.
“Come fai ad essere così espressiva? Sembra che le parole e i pensieri per te siano la stessa cosa”, dico incantato dalla fusione della sua mente con la natura che ci circonda.
“E’ l’amore che concentra le emozioni e le dirige in un punto preciso, come gli stormi di uccelli, che, radunati, migrano verso terre lontane e fertili, dove c’è più sole e meno tempeste. Giorno dopo giorno il mio affetto per te diventa amore incontrollato, voglia di esistere, di svegliarmi al mattino ringraziando il mondo di continuare a muoversi”, replico innamorato.
L’intensità di quell’incontro la ricordo tuttora.
E’ il tassello di un mosaico meraviglioso costruito con pazienza e passione.
“Non ci perderemo mai, ne sono sicuro! Nessuna illusione potrà mai frenare il nostro idillio”, penso.
“Ti fermi a cena da me” ?, chiedo speranzoso.
“D’accordo, però cucini tu”.
“ Va bene, anche se non sono io la donna !”, dico scherzando.
Imbandisco la tavola, meglio che posso, e spengo le luci, lasciando accese solo due candele, che creano un’atmosfera particolare, illuminando i nostri sguardi, mentre i profumi del cibo e del vino inebriano l'olfatto.
“Credi che possa essere un buon marito?", le chiedo.
“Se sono questi i presupposti, penso proprio di sì”, mi risponde sorridendo.
“Sai, quando ti osservo, mi sembra di averti già amata in un luogo più puro di quello in cui viviamo”, dico emozionandomi.
“Sapresti descriverlo?", mi dice incuriosita.
Ed io: “Prova ad immaginare un posto in cui non esiste realtà, ma solo fantasia. Pensa ad un luogo in cui la natura domini l’uomo con amore, senza perversione alcuna nei suoi confronti.
“Vorrei vivere con te per tutta questa vita e poi incontrarti in uno spazio identico a quello della tua descrizione, condividendo l’eternità della nostra anima, senza perderci, perché nessun tempo potrà mai cancellarci da noi stessi”, mi risponde.
Trascorriamo la sera a parlare delle nostre esigenze e delle nostre aspirazioni. Il tempo vola così rapidamente che per lei si fa tardissimo.
“Devo correre, ho tanti chilometri da percorrere”, mi dice.
Ci ritroviamo sulla soglia di casa avvolti tra le spire del nostro amore, con le labbra fuse dal calore del silenzio e con le mani che sfiorano i nostri volti.
E' la nostra prima notte d’amore, nella quale perdo il mio imbarazzo e mi lascio guidare dall’istinto, che mi conduce diritto verso l'infinito, del quale credo di aver perso le tracce prima di averla incontrata. Lei è al mio fianco, mi sorride compiaciuta del passato, accarezzandomi i capelli, come si fa ad un bambino.
Questa notte segna l’inizio di un amore, che sento mi porterà ad un matrimonio felice.
Sposerò la donna che amo!
L’amore e il lavoro nobilitano l’esistenza di un uomo, lo rendono efficiente e soddisfatto.
La nostra esperienza è emblematica per le coppie che sapranno custodire e salvaguardare con dignità il proprio rapporto.
Quando un amore non decolla, forse non funzionerà mai.
E’ nostro dovere, pertanto, cercare altrove la felicità.
Esiste un impegno profondo, che ognuno di noi deve provare a rispettare, che è quello della propria individualità. La libertà e la consapevolezza delle nostre scelte sono valori da rispettare, altrimenti si continuerà a giocare con la propria stima, accantonandola in chissà quale angolo del cuore.
Prima di trovare la felicità, sono passato attraverso la tortuosità di una storia, che mi eclissava come uomo: troppo rispetto per le regole, troppo autocontrollo, poca spontaneità, conseguenza logica di una relazione che a mente fredda definirei una prigione.
In tutte le cose negative della vita bisogna saper trovare il lato positivo, in questa relazione l'ho trovato.
Con lei chiarisco la mia personalità e le mie esigenze; ci accettiamo per quello che siamo, senza eccessivi fronzoli e con la libertà di dire quello che i nostri pensieri vogliono.
E’ superfluo aggiungere altro, il suo ex si è nel frattempo rifatto una vita, questa è la dimostrazione che la perdita di una donna non è così frustrante come pensiamo, anzi è il giusto viatico per crescere interiormente, capire dove si è sbagliato, e, di conseguenza, affrontare le esperienze successive con maggiore intelligenza e maturità.
Abbiamo un figlio che cresce davvero bene. Ha tre anni, le sue qualità somatiche e caratteriali ricordano più sua madre che me, sarà per questo che è un bambino meraviglioso e intelligente!
Attualmente viviamo di fronte al mare, esattamente nella stessa casa che ci ha uniti, in cui custodiamo la tartarughina, la lettera con le iniziali H & S e dove alberga il nostro amore.
Spesso, durante le giornate piovose, ripetiamo le cose che abbiamo amato di più del passato: ripercorriamo il più fedelmente possibile le traiettorie assunte dai dardi scagliati da Cupido, ridiamo della vita e ne traiamo lo stimolo per dare linfa ai sentimenti.
Quante volte ho desiderato questa esistenza, perso nelle giornate malinconiche in cui il mio sguardo si perdeva tra le nuvole cercando due occhi di donna e un disperato bisogno di comunicare.
L’angoscia di poter morire senza amare, senza poter donare me stesso agli altri, mi logorava e, invece di insistere nella ricerca, mi deprimevo, mollando la presa e sprofondando con lucida coscienza nell’indifferenza.
Mentre mi osserva con occhi profondi, emozionandomi, sento sulla pelle le sue labbra che mi dicono: "Ti amo".
Mi ero illuso di aver conosciuto una donna dai poteri paranormali e, invece, devo ricredermi.
Per ciò che riguarda la strada parallela a quella in cui abitavano i miei genitori, ne era a conoscenza perché mi vide qualche tempo prima in loro compagnia; mentre per i miei numeri di telefono, lei sbirciò tra le carte vicine al telefono, prendendone nota, prima che io rientrassi in casa dal balcone, la sera del nostro primo incontro sulla spiaggia.
Sono orgoglioso di mia moglie: la sua dolcezza non è stata scalfita dal tempo.
E' sempre protettiva con me e, soprattutto, ha sempre voglia di parlare.
Di fronte al mare testo di sasa