COME SEI CADUTA IN BASSO, POESIA ...

scritto da WALT
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Testo: COME SEI CADUTA IN BASSO, POESIA ...
di WALT


COME SEI CADUTA IN BASSO …



Come sei caduta in basso, poesia,
se così ti confondono con la pornografia!!
È vero, lo so e l’ammetto, la “fica” è il sale della vita, uno dei pochi piaceri che al mortale è concesso (a chi gradisce, oppure il culo per chi vuole, è lo stesso), o il ”membro” per chi è donna (di fuori o di dentro); ammetto che l’”orgasmo” sia un traguardo ambito, appagante momento fra i patimenti della vita; ammetto che, se trattato con garbo, l’argomento possa anche far sorridere (fra le barzellette è un argomento principe, secondo solo (probabilmente) alla benemerita).
Eppure mi deprime veder scambiate per poesie accozzaglie di volgarità, battute triviali, oscenità, in un crescendo di presenzialismo ed esibizionismo che non ha, non dico il sapore, ma nemmeno l’accenno di un retrogusto della poesia.
E il crescendo di visite e commenti, ciaceri quanto i testi, eccitati di quell’infantile eccitazione che ci prendeva da bambini quando imparavamo a dire la parolaccia che ci faceva sentire grandi …quanto è deprimente!
La storia della Letteratura (con la L maiuscola) ci ha consegnato una eredità, in quanto poeti, di persone impegnate ad arricchire, mutare e rivoluzionare la cultura del nostro tempo; la storia ci racconta di Poeti impegnati a plasmare le coscienze dei loro contemporanei con valori e ideali che la storia stessa hanno cambiato.
Oggi eccoci qua, poeti minuscoli, senza valori e ideali, ciechi e sordi verso ciò che ci accade intorno, acritici e apolitici, ideologicamente amorfi.
Chi fra i grandi del passato ha voluto cantare l’erotismo al di sopra delle righe lo ha fatto comunque con eleganza e poesia, con l’arte sopraffina del doppio senso, con la leggiadria dei versi (e m’inchino al mio compaesano Boccaccio!!), non urlando, come pescivendoli ai mercati generali, “cazzi” e “fiche”.
Potete pur vantarvi, voi anonimi “Radiochecche” e “Radiodiable” e “Bandolerineri” e chi altro (mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno, primo fra tutti e volutamente Il Marchese, al quale riconosco almeno la simpatia!!) di avere una moltitudine di lettori e commentatori, ma per favore non chiamatela “POESIA”!!
Poesia non è il semplice esercizio linguistico per metter giù una rima baciata (… o trombata, per restare in tema), e difficilmente può essere la cronaca di un orgasmo …non può essere un poeta il becero pescivendolo anche se bercia in rima “donne c’è il pesciaio/ con le palle d’acciaio/ e l’uccello di piombo/ forza, venite vi trombo!!”.
Io, certo modestissimo poeta, amo troppo la Poesia per pensarla assimilata a questo ammasso informe di volgarità gratuita e vedervi, oh beceri pesciai, accostati a veri poeti (fortunatamente molti ce ne sono nel sito!!), mi rattrista e mi deprime.
Forse sono io che non riesco a cogliere il trend di questi anni (molto futili e vuoti, a mio parere), ma credo di aver passato il tempo delle “eccitanti” parolacce infantili.
COME SEI CADUTA IN BASSO, POESIA ... testo di WALT
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