Stramba strimpellata

scritto da Lorenzo il Tosco
Scritto 8 anni fa • Pubblicato 8 anni fa • Revisionato 8 anni fa
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Autore del testo Lorenzo il Tosco

Testo: Stramba strimpellata
di Lorenzo il Tosco

Nel Reame chiamato Fantasia
sono tutti poeti, e lì ciascuno
ogni giorno compone di poesia
venti carmi, qualcuno fa ventuno.

Scrivono sempre da mattina a sera
ed è davvero questo un gran poetare
d'inverno estate, autunno e primavera …
però han dimenticato il lavorare

per cui l'industria ha chiuso i suoi battenti,
apre ben poco il suo supermercato
per mettere qualcosa sotto i denti
ma, si capisce, è poco frequentato.

Versi non danno pane, e l'ha capito
qualcuno che s'è accorto della fame
e mangia pane secco e non condito,
anche il Re che comanda nel reame

ha avvertito del popolo il problema
ragion per cui con grande immediatezza
senza pensarci troppo e senza tema
fa un bando a cancellar tanta tristezza

che nelle strade vocia un banditore
e appare questo il testo del messaggio:
“Poetare non si può più di tre ore
per ogni giorno, e questo è un dire saggio,

poiché il poeta è certo immenso vate
ma se ha il suo stomaco svuotato
auspica carne, pane ed anche orate
e con il verso resta, ahimè, affamato.

Ragion per cui col bando si dispone
che ogni poeta qui del mio reame
abbia soltanto a sua disposizione
sette liriche al giorno ...senza fame!

Sette poesie al giorno, cari amici,
lasciano il tempo pur di lavorare
nelle ditte, l'industrie e negli uffici
ed il corpo potremo sostentare.

E se qualcuno non rispetta il bando
e, dico, si cimenta oltre il prescritto,
soltanto a lavorare io lo mando
e non potrà più fare alcuno scritto.

E ve lo voglio dire in confidenza
che la Poesia di certo non s'accora
se noi di tanti aedi si fa senza
e nel reame qui c'è chi lavora!”
Stramba strimpellata testo di Lorenzo il Tosco
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